Su Twitter i racconti: "Picchiano la gente come animali, ci impediscono di aiutare i feriti". L'ayatollah Khamenei: "Rispettare tutti la legge". Frattini: "Notizie orribili, l'Iran è un problema". La tv di Stato: "Il riconteggio conferma vittoria di Ahmadinejad"
Teheran, 24 giugno 2009 - Circa 5.000 persone si sono riunite nella piazza Baharestan a Teheran, rispondendo all’appello di Mir Hossein Moussavi, e sono in corso scontri con la polizia.
Diversi messaggi Twitter segnalano le cariche della milizia Basiji: "La polizia spara, una ragazza è stata colpite e ci impediscono di aiutarla", afferma uno di questi. "Ci aspettavano, è come una trappola per topi. Tutti i negozi sono chiusi, non si può scappare da nessuna parte. Picchiano la gente come animali, ho visto gambe e braccia rotte. La gente cerca di scappare dai vicoli, ma li aspettano dall'altra parte. Ci sono gas lacrimogeni e fuoco, ci inseguono con gli elicotteri". Altri messaggi parlano di scontri anche in altre strade della capitale e di milizie Basiji 'armate' di asce.
FRATTINI: "NOTIZIE ORRIBILI"
Quelle che giungono da Teheran, riguardo a spari sui manifestanti, "sono notizie orribili che noi condanniamo perché screditano le autorità iraniane e rendono l’Iran davvero un problema per la comunità internazionale". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, oggi a Stoccolma, commentando quanto sta accadendo in queste ore in Iran.
TV DI STATO: 'IL RICONTEGGIO CONFERMA LA VITTORIA DI AHMADINEJAD'
Il riconteggio parziale de 10% dei voti deciso dal Consiglio dei Guardiani ha riconfermato la vittoria del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Lo ha riferito la tv di stato iraniana. Il risultato ufficiale del voto del 12 giugno scorso aveva assegnato a Ahmdinejad il 62,63% ma era stato contestato dai candidati sconfitti Mir Hossein Moussavi e Mehdi Karroubi. Questi ultimi avevano chiesto, inutilmente, l’annullamnto del risultato e nuove elezioni.
CANCELLATA LA MANIFESTAZIONE IN MEMORIA DI NEDA
Mir-Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, i due candidati alla presidenza della Repubblica Islamica che hanno denunciato brogli alle recenti elezioni, hanno cancellato la manifestazione in memoria della giovane Neda e delle altre vittime degli scontri di questi giorni a Teheran prevista per domani. Lo riporta oggi il sito del quotidiano britannico ‘Guardian’. La motivazione ufficiale della decisione di Mousavi e Karroubi è che le autorità non hanno autorizzato a svolgere la manifestazione in nessuna piazza di Teheran.
Intanto si moltiplicano sui blog i racconti di scontri in corso nella capitale, nei pressi della sede del parlamento. Ci sarebbero feriti tra i manifestanti e, secondo alcuni utenti di social network, anche alcuni morti. Testimoni oculari parlano alla ‘Cnn’ di un vero e proprio «massacro» compiuto dalle forze di sicurezza contro i manifestanti.
PARLA KHAMENEI
Tutti ''devono rispettare la legge''. Lo ha affermato oggi la Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, ricevendo i membri del Parlamento. ''Il sistema islamico e il popolo non accetteranno ad alcun costo l'uso della forza'', ha aggiunto Khamenei, citato dalla televisione di Stato, con apparente riferimento alle manifestazioni contro la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad.
In occasione dei recenti incidenti riguardanti le elezioni - ha detto Khamenei - ho insistito che bisogna applicare la legge, e continuero' a insistere in questo senso''. Khamenei si riferiva in particolare a un suo sermone pronunciato alla preghiera di venerdi' scorso a Teheran, quando ha affermato che le manifestazioni contro la rielezione di Ahmadinejad dovevano cessare e ha avvertito che la pressione della piazza non lo avrebbe fatto retrocedere.
NUOVI ARRESTI
Circa 25 giornalisti e membri del personale del quotidiano Kalemeh Sabz del riformista Mir Hossein Mousavi sono stati arrestati. Lo ha riferito oggi alla France presse un membro della redazione del giornale.
“Si tratta di cinque o sei membri del personale amministrativo, il resto sono giornalisti. Sono stati arrestati lunedì - ha detto Alireza Beheshti - gli agenti che sono venuti al giornale non hanno presentato alcun mandato”. Beheshti ha poi precisato che cinque donne arrestate lunedì sono state liberate ieri sera. Il quotidiano autorizzato poco prima del voto presidenziale del 12 giugno scorso è stato vietato all’indomani dello scrutinio. Mousavi contesta i risultati delle presidenziali, vinte dal Presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad, secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno. Migliaia le persone scese in piazza per contestare i risultati elettorali, respinte spesso con brutalità dalle forze dell’ordine.
Negli ultimi giorni, molti giornalisti iraniani sono stati arrestati e le autorità iraniane hanno imposto pesanti restrizioni alla stampa straniera. Ieri, il governo ha annunciato l’arresto di un giornalista greco, Jason Fowden, del quotidiano americano Washington Times e domenica quello del giornalista irano-canadese Maziar Bahari, che lavora per il settimanale americano Newsweek. Le autorità hanno anche espulso il corrispondente della Bbc in Iran, Jon Leyne.