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LA MALEDIZIONE DELL'HIMALAYA

Alpinista trentino muore sul K2
Tentava una discesa estrema

Michele Fait, 44 anni, di Rovereto, in provincia di Trento, è precipitato in un canalone con gli sci. La scena è stata vista anche dal campo base. Due anni fa sulla montagna perse il compagno di scalata Stefano Zavka

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Michele Fait, morto sul K2 (foto Ansa) Trento, 24 giugno 2009 - E' morto mentre tentava una discesa estrema con gli sci dal K2. Di Michele Fait, 44 anni, di Rovereto, in provincia di Trento, si erano perse le tracce ieri, ma solo questa mattina la notizia è stata resa nota da altri alpinisti impegnati nella scalata della vetta himalayana. Secondo le prime informazioni, Fait sarebbe precipitato in un canalone con gli sci. La scena è stata vista anche dal campo base, tanto che subito alcuni alpinisti hanno cercato di avvicinarsi al punto dell’incidente. Poi, la tragica conferma: il corpo di Fait era ormai senza vita.

 

Fait era partito per la spedizione il 30 maggio scorso. L’obiettivo era di condividere l’impresa con un altro sciatore estremo, lo svedese Fredrik Eriksson, che ha partecipato attivamente ai tentativi di soccorso.

 

Una montagna veramente maledetta per lo scalatore italiano. Già due anni fa aveva tentato l’impresa partecipando alla spedizione 'K2 Freedom', decisamente sfortunata, perché Fait arrivò a circa 8000 metri e dovette rinunciare sia alla vetta sia alla discesa con gli sci. Ma soprattutto perse un compagno di scalata, Stefano Zavka.










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