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COLPO DI STATO IN HONDURAS

Zelaya sfida i golpisti: "Torno"
I magistrati: "Sarà subito arrestato"

Il presidente honduregno deposto parla all'Onu. Quasi tutti i paesi del centro america annunciano il ritiro degli ambasciatori. Obama: "Il golpe è illegale, si creerebbe un precedente terribile". Scontri a Tegucigalpa, un morto

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Il presidente dell'Honduras Manuel Zelaya (Epa) Tegucigalpa, 30 giugno 2009 - Manuel Zelaya ha convinto l’ONU, ma non i magistrati di Tegucigalpa, che lo faranno arrestare se sfidera la nuova dirigenza honduregna se cercherà di rientrare in patria.


Zelaya, dopo aver ottenuto dall’assemblea dell’ONU l’approvazione di una mozione per il suo reinsediamento alla carica di capo dello Stato dopo il golpe di ieri, ha affermato che che il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, quello dell’ Argentina, Cristina Fernandez, e il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani, Josè Miguel Insulza si sono offerti di accompagnarlo in un viaggio di ritorno che alla nuova dirigenza del Paese centramericano è parsa una sfida.


Sono i magistrati,
gli stessi che diedero ordine di prelevarlo mentre era in pigiama, piazzarlo su un aereo e trasferirlo in Costarica, a condurre il gioco in patria. "Sarà immediatamente arrestato se tornerà", ha detto il procuratore generale Luis Alberto Rubi, ricordando che Zelaya è accusato di "tradimento" e "abuso di autorità".


Forse per calmarli, Zelaya ha assicurato alle Nazioni Unite che vuole solo completare il mandato e non intende correre per una rielezione, alla quale era propedeutico il referendum da lui voluto con l’intento di dilatare i mandati di un presidente.


A Tegucigalpa ci sono stati scontri tra la polizia e i sostenitori dei Zelaya che hanno eretto barricate nei pressi del palazzo presidenziale e lanciato sassi e bottiglie molotov contro gli agenti. Si ha notizia di decine di feriti e anche di un morto che tuttavia non è stato ancora confermato dalle autorità.


L’Ue valuta se ritirare gli ambasciatore in Honduras
. dopo il colpo di Stato che ha deposto domenica il presidente Manuel Zelaya. Su richiesta della Spagna, ha detto il ministero degli esteri di Madrid, Miguel Angel Moratinos, i Paesi Ue "non hanno escluso l’idea" di richiamare gli ambasciatori a Tegucigalpa per consultazioni. Ieri i Paesi dell’Alba, i governi di sinistra dell’America Latina, avevano già ritirato i loro rappresentanti.


Moratinos ha stigmatizzato come una "farsa" la nomina del presidente del Parlamento Roberto Micheletti quale capo dello Stato ad interim.


L’attenzione è concentrata sull’atteggiamento degli Stati Uniti, poco più che il rispetto formale della legittimo presidente. Finora Barack Obama ha affermato che Zelaya resta "il vero presidente" dell’Honduras, ma nè il presidente americano nè Hillary Clinton incontreranno il deposto capo di Stato quando questi arriverà a Washington, dove è atteso dopo il discorso all’ONU.










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