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HONDURAS NEL CAOS

Il capo di stato golpista Micheletti:
"Elezioni sì, ma Zelaya non torni"

Intanto ieri ci sono state varie manifestazioni di piazza, pro e contro il ritorno del presidente legittimamente eletto e destituito domenica scorsa

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Honduras, il leader del congresso Roberto Micheletti (Ap / Lapresse) Tegucicalpa, 3 luglio 2009 - Dopo le manifestazione di protesta di ieri, il capo di stato golpista dell’Honduras, Roberto Micheletti, ha detto che “non ha nessuna obiezione” a un’elezione presidenziale anticipata nel Paese.

Il leader golpista, però ha ribadito la sua contrarietà al ritorno in patria del presidente legittimamente eletto, Zelaya, così come chiesto, tra gli altri, dall’Osa (Organizzazione degli Stati americani), pena l’espulsione di Tegucicalpa dal consesso.


PRO E CONTRO ZELAYA

Circa 10mila sostenitori del presidente destituito in Honduras Manuel Zelaya hanno sfilato oggi a Tegucigalpa mentre più di 25mila persone hanno manifestato il loro sostegno alle nuove autorità in provincia.Gli anti-Zelaya hanno sfilato a San Pedro Sula, capitale economica del Paese: brandivano delle caricature del dirigente cubano Fidel Castro e del presidente venezuelano Hugo Chavez, che sostengono Zelaya, secondo delle immagini trasmesse dalla televisione.

Nella capitale, un lungo corteo ha sfilato scandendo slogan e brandendo striscioni in cui si accusavano le nuove autorità di un “colpo di Stato” e il capo dello Stato designato ad interim Roberto Micheletti veniva definito “Goriletti” In America centrale, il termine “gorilla” indica comunemente sia militari che guardie del corpo.


A Tegucigalpa, i manifestanti erano “circa 10mila
”, ha detto uno degli organizzatori, Victor Carcamo, del Blocco popolare. Al corteo partecipavano, fra gli altri, militanti del Movimento cristiano popolare(Mcp) e dell’organizzazione delle Femministe in resistenza. “Micheletti, tu non sei stato eletto, non sei presidente”, era scritto su alcuni striscioni. “Parlano di pace e di democrazia ma fanno dei colpi di Stato”, affermavano degli altri.

Il presidente honduregno Manuel Zelaya, al potere dal 2006, è stato destituito domenica per aver tentato di organizzare una consultazione popolare che avrebbe potuto aprire la via a una possibile rielezione, uno scrutinio giudicato illegale dalla Corte suprema. Uomini dell’esercito lo hanno arrestato e trasferito in Costarica. Al posto di Zelaya è stato nominato Roberto Micheletti, presidente del Parlamento in carica.










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