Per gli analisti la nuova sfida, nel giorno dell'Independence Day negli States, è la risposta del regime alle nuove sanzioni internazionali per il programma nucleare
Seul, 4 luglio 2009 - La Corea del nord ha sfidato gli Stati Uniti con il lancio di sette missili balistici poche ore prima dell’inizio dei festeggiamenti per il Giorno dell’Indipendenza. Il test dei missili a corto raggio fa seguito a quello di quattro missili a corto raggio lanciati giovedì dal regime stalinista.
Non sono stati forniti dettagli sulla tipologia, ma secondo l’agenzia Yonhap si tratterebbe di Scud che, sia pure tecnicamente a corto raggio, sono in grado di colpire fino a 500 chilometri e per questo molto temuti da Seul. Tra i missili lanciato potrebbe esserci anche il Rodong-1, un’arma a medio raggio la cui gittata di oltre mille chilometri è stata però ridotta da Pyongyang per i test.
Si è trattato del più grande test missilistico nordcoreano dal 2006, quando sempre attorno al 4 luglio furono lanciati sette missili. I primi due missili sono stati lanciati tra le 8 e le 8.30 del mattino (all’una di notte in Italia), gli altri cinque nelle dieci ore successive, tutti dalla base di Kitdaeryong, vicino al porto orientale di Wonsan, nel Mar del Giappone.
Nei giorni scorsi si era parlato anche del possibile lancio in occasione del 4 luglio di missili intercontinentali in direzione dell’Alaska.
La risoluzione Onu 1718 vieta a Pyongyang di sperimentare missili balistici. Il ministero degli Esteri di Seul ha parlato di "atto provocatorio che viola palesemente la risoluzione dell’Onu" mentre il Giappone ha condannato i nuovi test come «un grave atto di provocazione".
"Le forze armate, sulla base della forte alleanza difensiva congiunta con gli Stati Uniti, sono pienamente preparate per respingere qualsiasi minaccia o provocazione dal nord", ha assicurato lo Stato maggiore delle forze armate sudcoreane.
Per gli analisti la nuova sfida di Pyongyang, proprio nel giorno di festa dell’America, è la risposta del regime alle nuove sanzioni approvate il 12 giugno dall’Onu che consentono di ispezionare i carichi spedito in Corea del nord via terra, in aereo o per mare, se vi è il sospetto che contengano forniture militari proibite o legate al programma nucleare di Pyongyang.
Negli arsenali nordcoreani ci sono almeno 600 missili Scud, tra cui gli Hwasong-5, con gittata di 300 chilometri, e gli Hwasong-6 che arrivano fino a 500 chilometri, più altri 300 Rodong a medio raggio che possono raggiungere gran parte del Giappone. Il 25 maggio la Corea del nord aveva effettuato anche un test nucleare.
agi