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HONDURAS

Il governo golpista esce dall'Osa

La nuova sfida dell’autoproclamato presidente Roberto Micheletti arriva dopo la visita nel Paese centroamericano del segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani

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Roberto Micheletti (Ap/Lapresse) Tegucigalpa, 4 luglio 2009 - Il governo golpista dell’Honduras ha respinto la richiesta di reinsediare il deposto Manuel Zelaya e ha denunciato "con efficacia immediata" la carta dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa).


La nuova sfida dell’autoproclamato presidente Roberto Micheletti arriva dopo la visita nel Paese centroamericano del segretario generale dell’Osa, Josè Miguel Insulza, che ha sollecitato invano un’apertura dei golpisti al ritorno di Zelaya, sostenuto dalla comunità internazionale.


"L’Osa è un’organizzazione politica, non una corte di giustizia", ha affermato il sottosegretario agli Esteri honduregno, Martha Alvarado, nell’annunciare che Tegucigalpa non riconosce più la carta dell’Osa e quindi non ne accetta la giurisdizione, nè l’applicazione delle regole.


"L’Osa ritiene che al suo interno non vi sia spazio per l’Honduras, per gli Stati che amano la libertà e difendono la loro sovranità", ha affermato la Alvarado, leggendo una lettera indirizzata a Insulza. In base all’articolo 143 della carta dell’Osa, uno stato membro può denunciare lo statuto ma solo due anni dopo la denuncia la certe cessa i suoi effetti rispetto allo Stato membro. In giornata, comunque, l’Organizzazione dovrebbe sospendere Tegucigalpa.

agi










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