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INGUSCEZIA

Uccisi nove poliziotti ceceni

La pattuglia è stata attaccata dai ribelli islamici in una foresta. Dopo la relativa stabilizzazione della Cecenia, Daghestan e Inguscezia si sono trasformate nel nuovo terreno di battaglia della guerriglia islamica

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Mosca, 4 luglio 2009  - Nuovo attacco in Inguscezia: nove poliziotti ceceni sono stati uccisi e altri nove sono rimasti gravemente feriti in un agguato alle tre jeep su cui viaggiavano, di ritorno da un’operazione anti-guerriglia congiunta con i colleghi ingusci.

 

I mezzi, attaccato dai ribelli islamici in una foresta, sono stati centrati da raffiche di mitra e da un lancio di granate e hanno preso fuoco, hanno riferito fonti della sicurezza dell’Inguscezia.
 

 

La repubblica autonoma dell’Inguscezia sta diventando la nuova polveriera del Caucaso settentrionale, come ha dimostrato l’attentato del 22 giugno in cui è rimasto gravemente ferito il presidente filo-russo Yunus-Bek Yevkurov.

 

Dopo la relativa stabilizzazione della Cecenia, Daghestan e Inguscezia si sono trasformate nel nuovo terreno di battaglia della guerriglia islamica. Nel mirino dei ribelli c’è l’uomo forte della Cecenia, Ramzan Kadyrov, controverso protagonista della normalizzazione del Caucaso per conto di Mosca.

 

Quello contro i poliziotti ceceni tra i villaggi di Arhsty e Chemulga, nel distretto di Sunzha, è il più sanguinoso attentato nel Caucaso da quando ad aprile la Russia ha dichiarato concluse le operazioni anti-terrorismo in Cecenia, teatro nell’ultimo decennio di due guerre separatiste.

agi










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