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A UN ANNO DALLA CRISI

Tensione Georgia-Russia al confine con l'Ossezia
Mosca: "Provocazioni da Tblisi, reagiremo"

Attacco dei militari georgiani con colpi di mortaio contro un posto di osservazione sudosseto. Il ministero della Difesa russo minaccia l'uso della forza

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Guerra in Georgia, truppe russe Mosca, 1 agosto 2009 - La Russia ha minacciato di ricorrere alla forza contro la Georgia, accusata da Mosca di “provocazioni” in Ossezia del sud, riproponendo lo spettro di un conflitto tra i due Paesi, come quello scoppiato un anno fa, per il controllo di questo piccolo territorio separatista.


Il dicastero russo accusa
la Georgia di aver sparato colpi di mortaio e granate a più riprese nel corso degli ultimi quattro giorni contro Tskhinvali, la capitale della regione ribelle dell’Ossezia del sud, la cui indipendenza è stata riconosciuta da Mosca.


“Gli avvenimenti si sono svolti nella stessa maniera di un anno fa, che hanno portato poi all’aggressione militare della Georgia contro l’Ossezia del sud e contro un contingente russo”, sottolinea il ministero di Mosca in un comunicato pubblicato sul proprio sito Internet. “Queste azioni preoccupano seriamente il ministero della Difesa russo”, secondo la stessa fonte. “Se queste provocazioni, che costituiscono una minaccia per la popolazione dell’Ossezia del sud e i militari russi, continuano, il ministero della Difesa si riserva il diritto di ricorrere a tutte le forze e a tutti i mezzi di cui dispone”, conclude il comunicato.
Nella notte tra il 7 e l’8 agosto 2008, la Georgia ha lanciato una offensiva per riprendere il controllo dell’Ossezia del sud.


La Russia è subito intervenuta con un’operazione militare in Georgia. La guerra è durata cinque giorni è si è conclusa con il riconoscimento dell’Ossezia del sud e dell’Abkhazia, un altro territorio separatista.


Il portavoce del ministero degli Interni georgiano, Chota Outiachvili ha smentito le notizie di lanci di mortai in direzione dell’Ossezia del sud e ha definito il comunicato di mosca “molto inquietante sottolineando che Mosca, in questo modo, cerca “un pretesto per un’azione militare contro la Georgia”.
“Speriamo che la comunità internazionale condanni queste azioni aggressive”, ha aggiunto il ministro.
 

Da parte sua il portavoce della missione dell’Unione europea in Georgia, Steve Bird a dichiarato che gli osservatori non sono riusciti a trovare conferma del lancio di colpi di mortaio.


Secondo l’esperto militare russo Pavel Felgenhauer, “la Russia prepara il terreno per una nuova guerra contro la Georgia il cui obiettivo è quello di rovesciare il regime del presidente Mikheïl Saakachvili”.
 










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