Herat, attacco
agli italiani
E l'Onu ritira
il personale
Quattro militari feriti , ma molto lievemente. L’esplosione si è verificata AL passaggio di un nostro blindato ‘Lince'. La Russa: "Tra 5 giorni a casa 400 soldati"
Roma, 5 novembre 2009 - In una situazione di crescente insicurezza, l’Onu riduce la sua presenza in Afghanistan. Le Nazioni Unite hanno deciso di richiamare dal tormentato Paese il personale straniero non essenziale: almeno 600 dipendenti non afghani su 1.100 che saranno temporaneamente dislocati in altre posizioni, ha spiegato un portavoce.
Le Nazioni Unite (che hanno in Afghanistan circa 5.000 dipendenti, l’80 per cento dei quali sono afghani) hanno giocato un ruolo chiave nell’organizzazione delle elezioni presidenzaili del 20 agosto e le agenzie come l’Unicef sono impegnate in programmi fondamentali in campo educativo, sanitario e non solo.
L’Onu ha smentito che si tratti di un ordine di evacuazione o di ritiro dal Paese, e ha comunque assicurato che farà il possibile per ridurre l’impatto negativo che la misura può avere sui programmi avviati. "L’Onu è nel Paese da più di mezzo secolo e non lasceremo il Paese definitivamente", ha assicurato il portavoce Aleem Suddique.
La decisione arriva otto giorni dopo l’attentato talebano alla foresteria a Kabul in cui morirono 5 dipendenti Onu; e nel giorno in cui i soldati italiani sono tornati nel mirino dei talebani. Un ordigno è esploso al passaggio di una pattuglia di parà nell’ovest del Paese: quattro militari sono rimasti feriti, ma nessuno è in gravi condizioni. "Il blindato Lince su cui erano a bordo è stato danneggiato, ma ha garantito la necessaria protezione agli occupanti. I quattro parà sono praticamente illesi", ha assicurato Marco Mele, il portavoce del contingente italiano a Herat. Si tratta di parà della Folgore del 183mo reggimento di Pistoia e solo uno di loro, il caporal maggiore Luca Telesca, ha riportato "un leggero trauma da scoppio".
Intanto comunque il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha confermato che fra cinque giorni comincia il rientro dei 400 soldati inviati dall’Italia per il periodo elettorale. Rimane la preoccupazione per la situazione di instabilità generale. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha detto che il presidente Hamid Karzai deve fare di più per la sicurezza.
"Le condizioni di sicurezza sono sempre state critiche. Lo sapevamo e lo sappiamo. Fortunatamente anche i nostri mezzi blindati salvano molte vite dei nostri militari, così come anche l’attività di prevenzione. Ma ora il governo Karzai dovrà fare molto di più per la sicurezza e la formazione delle forze di polizia e per dare agli afghani un governo in tempi rapidi". Quanto alla sua contestata rielezione, il titolare del Quai d’Orsay, Bernard Kouchner. ha detto che è "corrotto", ma ha ribadito che l’Occidente non ha alternative a lavorare con lui. "Karzai è corrotto, OK, ma dobbiamo legittimarlo".
Fonte Agi
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