Africa, italiani rapiti
Al Qaeda minaccia:
decapitiamo i Cicala
Frattini: non trattiamo
La coppia italiana, rapita il 18 dicembre scorso in Mauritania, è nelle mani dei terroristi islamici. Sul sito di Al Arabyia la foto di Sergio e della moglie Philomen, originaria del Burkina Faso. Il ministro degli Esteri italiano: "Chiunque tratta con i terroristi, aiuta i terroristi"

Roma, 28 dicembre 2009 - Al Qaeda ha rivendicato il rapimento dei due italiani, sequestrati il 18 dicembre in Mauritania, e in un messaggio audio l’ha definito "una risposta ai crimini compiuti dal governo italiano in Afghanistan e in Iraq". I criminali islamici minacciano di decapitare gli ostaggi se le loro richieste non verranno accolte dalle autorità italiane.
Lo ha reso noto il sito dell’emittente araba al-Arabiya che ha pubblicato anche una foto dei due ostaggi. Sergio Cicala e la moglie originaria del Burkina Faso, Philomen Kaboure, con le mani e il volto oscurati sono mostrati seduti a terra in una zona desertica; alle loro spalle si vedono cinque miliziani con il volto coperto e armati di kalashnikov.
Al Arabiya ha anche mostrato la foto del passaporto di Cicala. Nell’immagine si vede il documento aperto alla pagina con i dati e la foto tessera del cittadino italiano, che appare più giovane e senza barba.
Per il ministro degli Esteri, Franco Frattini, è "verosimile" che i due italiani siano effettivamente nelle mani di un gruppo affiliato ad Al Qaeda. "Stiamo verificando" uno scenario che appare "verosimile", ha dichiarato il titolare della Farnesina al Tg1, e stiamo verificando "anzitutto l’attendibilità" della rivendicazione di al Qaeda. Frattini ha ricordato che tre cooperanti spagnoli rapiti a fine novembre sono "presumibilmente" nelle mani dello stesso gruppo o di un gruppo collegato e ha ribadito "la linea del riserbo assoluto al fine di tutelare l’incolumità degli ostaggi".
"La linea rigorosa del riserbo e del silenzio stampa ha sempre pagato", ha insistito il ministro degli Esteri, il quale ha assicurato che "tutti i nostri apparati di sicurezza sono in movimento" per arrivare alla liberazione dei due italiani in stretto raccordo con le autorità locali.
Frattini ha quindi spiegato che all’inizio di gennaio andrà nel Paese. "Mi recherò personalmente in Mauritania - ha detto Frattini - per avere contatti ai massimi livelli con le autorità della Mauritania che ci hanno però confermato che quella è una zona assolutamente fuori dal controllo pieno e totale, perché si tratta di un’area desertica e i nostri interlocutori sono persone che conoscono profondamente il deserto e le insidie che questo nasconde".
Ma il ministro degli Esteri è chiaro: nessuna trattativa: "È evidente che se una volta sola riuscissimo a dire ‘trattiamo' avremmo legittimato delle organizzazioni terroristiche", ha detto. Il ministro ha ricordato la risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu, adottata da alcuni giorni, secondo cui "chiunque tratta con i terroristi aiuta i terroristi".
- 28/12/2009 19:17
livio
E ora di finirla. Per colpa di qualche idiota, si devono versare milioni nelle tasche dei terroristi - 28/12/2009 21:15
massimo
alla fine in qualche modo tratteranno anche se a noi non lo diranno mai. se li decapitano ce li hanno sulla coscienza. un ministro della repubblica ha come primo dovere fare di tutto per assicurare l'incolumità di cittadini italiani - 29/12/2009 00:34
Atenthem
ha ragione il ministro se si dovesse pagare sempre,non ha più fine,daltronde israele ha sempre fatto cosi,piuttosto chiunque sà che andare in quelle zone si rischia la pelle,la gente se vuole divertirsi andando all'estero scegliesse posti più sicuri.Alla dogana potrbbero anche vietare di far partire per certi posti.Mi dispiace sinceramente. - 29/12/2009 09:01
sam
nessuna trattativa e cogliere l'occasione:l'EUROPA deve dire(ed eventualmete fare)'nessun asilo ai musulmani fin quando esisterà al Qaeda - e rimpatrio dei musulmani residenti-via dall'Europa.Il mondo può trovare la pace solo se non esisteà più l'islam - 29/12/2009 11:54
emilio
si vede che i due rapiti non sono parenti di frattini - 29/12/2009 12:38
SALVINI PIERO
gLI ERRORI SI PAGANO PERTANTO CHI VUOLE CORRERE RISCHI DEVE ESSERE RITENUTO COLPEVOLE DELLELLE CONSEGUENZE: IL METODO SEGUITO IN GERMANIA, DA VOI OUBBLICATO OGGI, E' ESTREMAMENTE INDICATIVO E PER ME DA CONDIVIDERE ANCHE SE RITENGO ANCORA INSUFFICIENTE QUANTO ADDEBITATO. nON E' GIUSTO CHE SUI CONTRIBUENTI RICADANO I COSTI DELLE COLPE DI ALCUNI SPERICOLATI CHE SOPRATTUTTO POSSONO ESSERE AL CORRENTE DELLE ZONE A RISCHIO. - Sono presenti 6 commenti
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