Haiti, l'inferno è qui: catastrofico terremoto
Il premier: "Temiamo più di 100 mila morti"
Italiani: contattati 70 su 190, forse una vittima
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Scossa devastante: magnitudo 7.3. Croce Rossa: milioni colpiti dal sisma. Trai 115 e i 200 dipendenti dell'Onu risultano dispersi, "morto il comandante della missione". Cadaveri e feriti nelle strade (FOTO). Un testimone: "Crollato un hotel dove c'erano nostri connazionali". Comunità internazionale mobilitata: subito aiuti da Roma, Usa, Israele, Australia. Appello di Obama. La gara della solidarietà italiana
- VIDEO Haiti sotto le macerie Un video amatoriale Il panico IL VIDEO DELLE DEVASTAZIONI
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- Dalla tragedia lo slancio per curare i mali del Paese di G. TASSI
SCHEDE Haiti, il paese più povero d'occidente Le scosse più disastrose dal 1900
IN ITALIA Sisma nelle Marche, un'altra scossa nella notte
GRAFICI Haiti Il sisma Le placche tettoniche La misurazione delle scosse La scala Richter
Washington, 13 gennaio 2010 - Terrore e morte sull'isola di Haiti, il paese più povero dell'emisfero occidentale. La terra ha tremato per ben quattro volte: la prima scossa, la più potente, ha raggiunto magnitudo 7,3 della scala Richter.
Alla prima scossa, avvenuta alle 16.53 ora locale (le 22.53 di ieri in Italia), ne sono poi seguite tre fortissime di assestamento: sette minuti dopo è arriva la seconda di magnitudo 5.9 Richter; la terza di 5.5 è giunta dopo 12 minuti; infine, dopo un'ora esatta, è arrivata la quarta di 5.1. E' stato anche lanciato un allarme tsunami, rientrato dopo poche ore.
BILANCIO TRAGICO
Si teme che siano migliaia le vittime rimaste sotto le macerie degli edifici crollati la notte scorsa ad Haiti durante il devastante sisma, che ha raggiunto magnitudo 7. Il premier haitiano Jean Max Bellerive ha detto oggi che il terremoto potrebbe avere causato centinaia di migliaia di morti. Il presidente Renè Preval ha detto invece che le vittime potrebbero essere tra le 30 mila e le 50 mila.
Secondo le testimonianze nella città vi sono cadaveri per le strade e molte persone vanno in giro in cerca dei loro familiari dispersi, secondo quanto ha raccontato Pastor Vasquez, portavoce dell’ambasciata domenicana a Port-au Prince.Lla rete telefonica non funziona, così come gran parte della rete elettrica: è possibile solo qualche comunicazione via telefonia su internet. Secondo la testimonianza di un sopravvissuto raccolta da SkyTg24 sotto le macerie si troverebbero numerose persone; la viabilità è quasi impossibile e non c’è modo di far giungere gli aiuti al grande numero di feriti.
"Fra 115 e 200 dipendenti espatriati dell’Onu risultano dispersi", secondo quanto ha reso noto oggi la portavoce del’Ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell’Onu (Ocha), Elisabeth Byrs. In una dichiarazione diffusa dal Palazzo di Vetro Vincenzo Pugliese, il portavoce della Minustah, la forza di pace Onu ad Haiti, ha detto dal canto suo che mancano all’appello tra 50 e 100 dipendenti della Minustah che si trovavano nell’edificio di sei piani crollato dopo il terremoto di ieri. A queste, occorre aggiungere altre dieci persone che si trovavano in altri edifici delle Nazioni Unite.
MORTO IL COMANDANTE ONU
Come si temeva il comandante della missione Onu, il generale tunisino Hedi Annabi, è morto nel terremoto che ha sconvoltro Haiti. Lo ha confermato il presidente haitiano Rene Preval. Il corpo del generale è stato trovato sotto le macerie.
LA STIMA DI SAVE LE CHILDREN
Dalle prime notizie, si stima che siano circa 3 milioni le persone colpite dal terremoto nella zona di Port-au-Prince, una delle più popolose di Haiti. Lo riporta l’ong Save the Children in un comunicato. L`area in cui si trova il quartier generale dell'organizzazione è stata profondamente danneggiata, le case sono crollate e anche l`ufficio stesso ha subito danni. “I bambini e le loro famiglie sono stati costretti ad abbandonare le proprie case”, ha dichiarato Ian Rodgers, esperto di emergenze di Save the Children, attualmente ad Haiti.
SACCHEGGI E MORTI NELLE STRADE
Scene di saccheggio nella Port-a-Prince devastata dal terremoto: i giornalisti dell’Agence France Presse giunti nella capitale haitiana hanno visto la folla portare via la merce da un supermercato rimasto parzialmente distrutto dal sisma. Lungo le strade del quartiere di Delmas giacciono morti e feriti: molti residenti della capitale stanno trascorrendo la notte in strada dopo aver abbandonato el loro abitazioni, molte delle quali crollate.
LA MACCHINA DEGLI AIUTI
Poche ore dopo il violento terremoto da Stati Uniti, Italia, Francia, Canada sono stati annunciati aiuti e soccorsi a destinazione Port au Prince. Sul fronte Onu, il portavoce dell’Uffico per il coordinamento delle questioni umanitarie (OCHA), Stephanie Bunker, ha indicato che l’organizzazione ha diramato un messaggio di allerta a tutti gli uffici nel mondo per preparare una mobilitazione massima dei soccorsi a destinazione Haiti.
Gli Stati uniti hanno già assicurato l’invio di una squadra dell’agenzia di aiuti allo sviluppo USAID con 72 operatori e 6 cani specializzati nella ricerca di persone prigioniere delle macerie. Con loro porteranno ad Haiti 48 tonnellate di attrezzature ed equipaggiamento di primo soccorso, accompagnati da esperti di catastrofi naturali. Il presidente Usa Barack Obama ha assicurato che gli Stati uniti sono “pronti ad andare in aiuto del popolo di Haiti”, mentre il segretario di stato Hillary Clinton ha offerto al paese più povero d’America “aiuti tanto civili che militari”.
Dal canto suo l’Italia, ha assicurato il ministro degli Esteri Franco Frattini, “non lesinerà sforzi per essere in concreto vicina alla popolazione haitiana, e naturalmente agli italiani presenti nell’area del terremoto”. Anche Parigi ha fatto sapere che invierà “immediatamente” nella capitale haitiana, Port au Prince, devastata dal sisma, aiuti d’urgenza.
Tutti i paesi dell’America latina hanno mostrato la loro disponibilità ad inviare aiuti. In particolare dal Brasile il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha espresso la sua “grande inquietudine”, in particolare per la sorte dei 1.200 soldati brasiliani che lavorano per la missione di stabilizzazione dell’Onu nel paese (Minustah). Il governo venezuelano ha annunciato l’invio di “una squadra di aiuto umanitario” composta di cinquanta uomini con beni alimentari e medicinali. La Banca interamericana di sviluppo (BID) ha sbloccato aiuti d’urgenza per 200.000 dollari.
PARTE LA PROTEZIONE CIVILE
Il Dipartimento della Protezione Civile, in stretto coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri, con il Ministero della Difesa e con la Croce Rossa Italiana, sta organizzando un primo team di intervento per il soccorso alla popolazione di Haiti colpita la scorsa notte dal terremoto. Nella giornata di oggi è prevista la partenza di un C130 della 46° Aerobrigata che porterà nell’isola caraibica un ospedale da campo ed un team sanitario specializzato in medicina di emergenza. A bordo anche una squadra del Dipartimento della Protezione Civile che a fianco delle autorità locali si occuperà di pianificare l’eventuale ulteriore invio di materiali e mezzi, anche sulla base delle necessità verificate sul posto.
LE VERIFICHE DELLA FARNESINA
Sono ora circa 70, fa sapere la Farnesina, i connazionali che si sono palesati annunciando di stare bene dopo il terribile sisma che ha colpito e distrutto Haiti. E’ ancora incerto però il numero di italiani che si trovavavno effettivamente sull’isola, così come resta incerto il possibile bilancio di vittime di nazionalità italiana in mezzo all’immane disastro. Sono 190 infatti i connazionali iscritti all’Aire, il registro degli italiani all’estero, ma non è detto che fossero tutti presenti nel paese. Fra gli italiani di Haiti ci sono cooperanti, religiose, tecnici di azienda, e qualche stanziale da decenni. Ma è possibile che si trovassero a Haiti turisti o viaggiatori che non avevano segnalato la loro presenza.
Intanto il ministero sta verificando una notizia dell’ultima ora secondo cui un cittadino italiano avrebbe perso la vita. La Farnesina ha inviato sull’isola un suo funzionario dotato di tutta la necessaria strumentazione per far fronte alle difficoltà di comunicazione. Un altro funzionario, inviato dall’ambasciata italiana nella Repubblica Dominicana, sta raggiungendo il suo collega sul posto.
"Dicono che il palazzo Onu della Minustah e l’hotel Montana siano crollati. So che all’hotel Montana abitavano degli italiani, ma non so quanti siano e se al momento del terremoto erano in casa. Stiamo cercando di sapere qual è stata la sorte dei dispersi". A riferirlo è Cristiana Iampieri, un avvocato che lavora all’Onu ad Haiti. Oggi il segretario di stato francese alla cooperazione, Alain Joyandet aveva appreso che circa 200 persone sarebbero disperse tra le macerie nell’hotel Montana. Joyandet aveva ancora appreso che "c’erano 300 persone dentro e che solo cento ne sarebbero usciti".
CROCE ROSSA: UN SOLO OSPEDALE FUNZIONA
Tre ospedali di Port-au-Prince sono crollati, e nella capitale haitiana è in funzione un solo nosocomio, che non è in grado di accettare ulteriori pazienti perché oramai collassato: lo ha dichiarato a SkyTg24 il vicepresidente della Croce Rossa Internazionale, Massimo Barra, spiegando che l’unica soluzione è l’allestimento di ospedali da campo. Tuttavia, con la viabilità della capitale in gran parte compromessa e l’aeroporto internazionale chiuso l’unica via di accesso è attraverso la confinante Repubblica Dominicana, dove non vi sono stati danni né vittime.
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