Cile, ancora scosse Il mare restituisce decine di cadaveri Ma il bilancio 'cala'
La presidente Bachelet cede alle lacrime: "Non mi sono data tempo per il dolore". Il bilancio delle vittime del terremoto è stato ridimensionato a 279 morti da una stima precedente di 802: lo ha reso noto il governo
Constitucion (Cile), 4 marzo 2010 - Il bilancio delle vittime del terremoto in Cile è stato ridimensionato a 279 morti da una stima precedente di 802. Lo ha reso noto il governo
Una nuova scossa di magnitudo 6,1 è stata registrata ieri sera alle 23 ora locale (le 3 del mattino in Italia) al largo di Valparaiso, nel centro del Cile. L’epicentro è stato localizzato nell’Oceano Pacifico, a 45 chilometri a sud ovest di Valparaiso, a 34,4 km di profondità. Poche ore prima nella stessa zona era stata registrata un’altra scossa di assestamento di magnitudo 5,6 sulla scala Richter.
Intanto il numero delle vittime accertate è sceso dai 802 morti di cui si è parlato fino a ora a 'sole' 279 vittime, secondo i dati del governo. Ma sarebbero almeno un centinaio, in gran parte turisti, le persone trascinate in mare dallo tsunami di sabato lungo la costa cilena e in queste ore i somozzatori dell’esercito cercano di recuperare i corpi: lo afferma con molta prudenza, sottolineando che non ci sono dati ufficiali sui dispersi, Josè Antonio Viera Gallo, 'super-consulente' di Michelle Bachelet e per una decina d’anni esule politico in Italia. "I corpi che il mare porta via riemergono dopo 6-8 giorni. Sarà macabro quel che dico, ma abbiamo la necessaria dotazione di camion frigoriferi per raccogliere i corpi ed evitare che inputridiscano", ha aggiunto Viera Gallo.
Sul fronte degli aiuti alle popolazioni, i soldati cileni stanno distribuendo cibo e beni di prima necessità nell’area di Concepcion. Finora sono state distribute 8.100 tonnellate di aiuti, ha detto il ministro dell’Interno Patricio Rosende, ma in giornata ne arriveranno altre 900 tonnellate.
Il governo ha dispiegato 14mila militari a Concepcion per ripristinare l’ordine e impedire i saccheggi e gli atti di sciacallaggio. L’impiego dell’esercito in attività umanitarie è un fattore positivo per l’immagine dei militari, a lungo associati con la dittatura del generale Pinochet. Tuttavia, alcune persone hanno criticato i soldati poiché avrebbero portato i primi aiuti a Concepcion in una strada della città dove risiedono le famiglie dei militari.
"Abbiate fiducia, stiamo lavorando per arrivare nei posti più lontani nel nostro paese": senza nascondere la propria commozione, la presidente Michelle Bachelet ha così concluso un’intervista ad un’emittente radio sul terremoto di sabato nel paese. "Sono una donna molto forte, ma non mi sono data tempo per il dolore", ha precisato la presidente, cedendo alle lacrime. "Abbiate comprensione, anche a causa della geografia del nostro paese non riusciamo ad arrivare dappertutto. Il nostro governo sta facendo sforzi enormi", ha aggiunto la Bachelet rivolgendosi a "tutti i cileni".
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