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Il Quartetto a Israele "Stop insediamenti" Replica: "La pace così si allontana"

Il Segretario generale delle nazioni Unite, Ban Ki-moon ha letto una dichiarazione approvata oggi a Mosca da USA, Russia, ONU e UE in cui si invita Tel Aviv bloccare la "costruzione di tutti gli insediamenti, inclusi quelli della crescita naturale", ha anche espresso profonda preoccupazione per quanto accade a Gaza. Il Quartetto ritiene che i negoziati debbano portare entro 24 mesi ad una soluzione che "metta fine all’occupazione cominciata nel 1967

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Mosca, 19 marzo 2010 - Il Quartetto per il Medio Oriente, che si riunisce oggi a Mosca, ha sollecitato Israele a congelare gli insediamenti e ha espresso profonda preoccupazione per quanto accade a Gaza.- Lo ha detto il Segretario generale delle nazioni Unite, Ban Ki-moon.

 

Il Quartetto, afferma la dichiarazione, "ritiene urgente che il governo israeliano congeli la costruzione di tutti gli insediamenti, inclusi quelli della crescita naturale (concetto tirato fuori dal premier israeliano Benjamin Netanyahu quando si trattò di giustificare l’espansione edilizia a Gerusalemme est, ndr.), smantelli gli avamposti messi in piedi nel marzo 2001 e torni indietro sulle demolizioni e gli sfratti a Gerusalemme Est. Azioni unilaterali prese da ciascuna delle parti pregiudicano l’esito dei negoziati e non saranno riconosciute dalla comunità internazionale".

 

Quanto a Gaza, prosegue la dichiarazione, nella Striscia la situazione è "peggiorata", in particolare sul piano "umanitario e dei diritti umani", e ciò richiede una "soluzione urgente".


Il Quartetto per il Medio Oriente
vuole che i negoziati tra Palestinesi e israeliani si concludano entro due anni, dando concretezza almeno alla soluzione due popoli-due Stati. Il Qartetto si riunisce a Mosca e la dichiarazione finale è stata letta dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Il Quartetto (USA, Russia, ONU e UE), afferma la dichiarazione, "ritiene che i negoziati debbano portare entro 24 mesi a una soluzione" che "metta fine all’occupazione cominciata nel 1967 e dia vita a uno Stato palestinese indipendente e democratico a fianco di Israele".

 

LA REPLICA DI ISRAELE -L’appello del Quartetto per il Medio Oriente ad un completo congelamento delle attività edilizie negli insediamenti ebraici costituisce “un allontanamento delle prospettive di pace”: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman.

 

“Non si possono imporre artificialmente una soluzione ad un calendario non realisti, ciò non fa che allontanare le prospettive di pace”, ha affrmato Lieberman, secondo il quale tali affermazioni “rafforzano nel campo palestinese la falsa impressione di poter raggiungere i propri obbiettivi evitando con ogni pretesto un negoziato diretto con Israele”.

 

“Spetta ora ai palestinesi provare di essere interessati alle trattative dopo che il governo israeliano ha annunciato di voler negoziare direttamente ed ha fatto dei gesti significativi in questo senso”, ha concluso Lieberman alludendo alla moratoria unilaterale israeliana sugli insediamenti che non include però Gerusalemme Est.

 

NAPOLITANO - "Non credo che passeranno senza lasciare traccia le critiche al governo Netanyahu riprese anche dal rappresentante dell’Unione Europea" Catherine Ashton in questi giorni in Medio Oriente. Lo ha detto Giorgio Napolitano nella conferenza stampa che ha concluso la parte ufficiale della sua visita in Siria.

 

"Mi auguro che ci siano dei ripensamenti e delle correzioni e che si riapra una prospettiva per i negoziati indiretti che portino a un conclusivo negoziato di pace" per dirimere il conflitto arabo-israeliano, ha aggiunto.

 

Napolitano, che oggi incontra il Presidente Siriano Bashar Al-Assad per la terza volta in 3 giorni, è voluto tornare anche sulla questione delle alture del Golan. "Ho detto ieri qualcosa di assolutamente scontato - ha sottolineato il Capo dello Stato - e ho citato anche l’intervista rilasciata dal presidente del Consiglio Berlusconi al giornale Haaretz".

 

Del resto, ha proseguito "lo stesso presidente israeliano Perez è pienamente consapevole che la questione del Golan è parte essenziale del negoziato".

 

Naturalmente "è difficile prevedere quali possano essere gli ulteriori sviluppi", ma nel corso di questa visita "estremamente amichevole" si è potuto constatare l’esistenza di "un’impronta forte di una politica costante da parte dell’Italia, al di là del succedersi dei governi, di apertura verso il mondo arabo per creare la pace, la stabilità e lo sviluppo del Medio Oriente".

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