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'Top kill' ha fatto flop Contro la marea nera ora c'è il piano 'D' Cappuccio su valvola

Tre giorni dopo l’ultimo tentativo di bloccare il petrolio la Bp ha annunciato che anche l'ultimo tentativo di intervento si è concluso senza esito. Preoccupazione del presidente Obama

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New Orleans, 30 maggio 2010 - Top Kill ha ufficialmente fallito. Tre giorni dopo l’ultimo tentativo di bloccare il petrolio all’origine della Marea nera nel Giolfo del Messico, British Petroleum ha annunciato che anche l’ultimo tentativo di intervento si è concluso senza esito.

La società sta già pensando a un nuovo piano di intervento, che potrebbe essere pronto non prima di quattro giorni. In tanto, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha nuovamente espresso la sua grande preoccupazione ed ha avvertito sui rischi di una nuova opzione.
 

Dopo tre giorni di tentativi non siamo riusciti a a contenere la fuoriuscita” del petrolio.
“Abbiamo deciso di provare con un’altra opzione”: così il direttore delle operazioni, Doug Suttles ha annunciato questa notte il fallimento di ‘Top Kill’, ovvero l’operazione altamente delicata e senza precedenti a questa profondità (1.500 metri) consistita nell’inviare nel pozzo 35.000 barili di liquidi e fango per bloccare e il flusso di petrolio e poi cementare la falla.


Tutte le speranze adesso sono riposte nella nuova opzione che i tecnici di BP stanno cercando di mettere a punto. Si tratta, in particolare, di sistemare una sorta di tappo o di mini valvola sopra la super-valvola che non ha funzionato nello scorso mese di aprile, collegandolo alla nave di appoggio in superficie con cui si spera di catturare gran parte del greggio e del gas in uscita dal pozzo danneggiato 40 giorni fa. Un’operazione molto delicata.


“E’ una manovra non priva di rischi, e questa è la ragione per cui non è stata tentata prima”, ha però avvertito Obama da Chicago, dove si trova con la famiglia.
Il gigante americano è sottoposto ad una forte pressione da parte dell’opinione pubblica americana e dall’amministrazione Obama, che sta tentando in ogni modo di allontanare ogni paragone con la gestione dell’uragano Katrina da parte del suo predecessore George W.Bush.
 

Il presidente Barack Obama venerdì è volato nuovamente in Louisiana, lo Stato più colpito dalla marea nera da dove ha annunciato che “triplicherà gli effettivi” dispiegati nelle regioni costiere investite dalla catastrofe ecologica. Obama ha anche promesso agli abitanti della Louisiana che “non saranno lasciati soli” e che il governo lavorerà fino a quando la fuoriuscita non sarà fermata e tutte le spiagge ripulite.
Il disastro è cominciato lo scorso 20 aprile dopo l’esplosione della piattaforma off-shore Deepwater Horizon, di proprietà di Bp. Il colosso petrolifero ha da allora stimato la fuoriuscita in circa 800.000 litri di petrolio al giorno, ma un rapporto del governo diffuso due giorni fa ha trovato che l’entità del danno sarebbe molto più grave, da due a cinque volte tanto.

Fonte Agi

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