Marea nera, la Bp cambia l'a.d. Dudley al posto di Hayward
Dagli Usa la richiesta di non concedere al dirigente la buonuscita da 14 milioni di euro prima che siano pagati tutti i risarcimenti. A Londra Greenpeace blocca 50 stazioni di servizio della Bp
Londra, 27 luglio 2010 - Tony Hayward si dimetterà l’1 ottobre dalla carica di amministratore delegato della British Petroleum e sarà rimpiazzato dallo statunitense Robert Dudley. La notizia, attesa da tempo, è stata confermata ufficialmente in una nota dalla compagnia britannica, al centro dello scandalo legato alla marea nera nel Golfo del Messico. In un comunicato che contiene anche i dati sugli utili, la Bp ha spiegato che la decisione sull’avvicendamento è stata presa a seguito di un “accordo consensuale”. Hayward rimarrà nel consiglio di amministrazione fino al 30 novembre e la compagnia intende assegnargli l’incarico di direttore non esecutivo di Tnk-Bp, la sua joint-venture russa.
Bp ha inoltre reso noto di essersi fatta carico, per la marea nera nel Golfo del Messico, di 32,2 miliardi di dollari (24,7 miliardi di euro) di spese al netto delle tasse; la compagnia prevede inoltre di vendere asset fino a 30 miliardi di dollari (23 miliardi di euro) nei prossimi diciotto mesi.
Bp ha precisato che Dudley - che da giugno supervisiona le operazioni per contrastare la marea nera - si stabilirà a Londra per assolvere il suo incarico e passerà le sue attuali mansioni negli Stati Uniti a Lamar McKay, presidente di Bp America.
Dagli Stati Uniti arriva la notizia che l’influente parlamentare democratico eletto alla Camera dei Rappresentanti, Ed Markey, ha chiesto alla Bp di non concedere il ‘paracadute d’oro' della buonuscita a Tony Hayard prima che siano pagati tutti i risarcimenti alle vittime della marea. Il Ceo in uscita potrebbe incassare fino a 18 milioni di dollari, 14 milioni di euro. Hayward tuttavia non reciderà completamente i legami con la Bp perché sarà nominato direttore non esecutivo di TNK-BP Ltd, joint venture con la Russia.
STAZIONI BP BLOCCATE A LONDRA DA GREENPEACE
Gli attivisti di Greenpeace hanno annunciato di aver bloccato ogni area di servizio della Bp (British Petroleum) a Londra, dove sono stati affissi cartelli con la scritta: “Chiuso. Andare oltre il petrolio”. Il sito internet della tv satellitare britannica Sky News riferisce che cinquanta punti di rifornimento sono stati resi inservibili da piccole squadre, armate di valvole di chiusura per interrompere il flusso di carburante.
Una protesta che arriva in concomitanza con l’atteso annuncio della compagnia sui risultati del secondo trimestre dell’esercizio 2010, che secondo le previsioni dovrebbero essere fortemente negativi, e sulla nomina di Bob Dudley a nuovo amministratore delegato. Sarebbero infatti imminenti le dimissioni dall’incarico dell’attuale ad, Tony Hayward.
L’organizzazione ambientalista Greenpeace sta sollecitando Dudley a dare una nuova direzione alla Bp, al centro dello scandalo legato alla marea nera nel Golfo del Messico che è stato definito il più grave disastro ecologico nella storia degli Stati Uniti. Hayward, la denuncia di Greenpeace, aveva “un’ossessione per le fonti energetiche ad alto rischio e incuranti dell’ambiente”.
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