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Indonesia, arrestato Abu Bakar Bashir, leader estremista

Bashir, 67 anni, è fondatore ed emiro della Jemaah Islamiyah, organizzazione integralista islamica collegata ad Al Qaeda, considerata responsabile delle stragi di Bali e Giakarta

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Il leader islamico Abu Bakar Bashir, 67 anni (Ansa/Epa)
Il leader islamico Abu Bakar Bashir, 67 anni (Ansa/Epa)

Giacarta, 9 agosto 2010 - Unità anti-terrorismo della polizia indonesiana hanno arrestato il leader musulmano estremista, Abu Bakar Bashir, nell’isola di Giava. Bashir è stato condotto nella sede delle polizia a Giakarta.
 

Bashir, 67 anni, è un religioso musulmano che secondo i servizi segreti indonesiani e i governi occidentali è tra i fondatori dell’organizzazione integralista ‘Jemaah Islamiyah’, un gruppo terroristico clandestino attivo nel sud-est asiatico, affiliato ad al-Qaeda e che vuole imporre uno Stato islamico nella zona.

Il suo fermo - avvenuto nel distretto di Ciamis, nell’ovest dell’isola di Giava, mentre si dirigeva a Solo, Giava centrale per tenere servizi religiosi, ha spiegato il suo avvocato Achmad Michdan - segue l’arresto di cinque persone e la confisca di materiale esplosivo, nel fine settimana, in varie località di Giava occidentale. La polizia ha precisato che vi sono «solide prove» contro Bàasyir e che l’arresto giunge dopo «un lungo processo investigativo», ma non ha precisato quali siano le accuse nei suoi confronti, ma il presidente, Susilo Bambang Yudhoyono, ha denunciato sabato un fallito tentativo di attentato nei suoi confronti.

Bashir è uscito di prigione nel 2006 dopo una condanna a 26 mesi per il suo ruolo negli attentati di Bali, nel 2002, in cui morirono 202 persone, in gran parte turisti australiani. La Corte Suprema ribaltò poi la sentenza, affermando che il predicatore non aveva avuto alcun ruolo nella strage. Bashir ha sempre negato i legami con la Jemaah Islamiya, affermando di essere perseguitato perché auspica una stretta applicazione della legge islamica. Il suo primo arresto risale ad una settimana dopo gli attentati del 12 ottobre 2002 a Bali. Il tribunale non riuscì allora a provare il suo ruolo di leader del gruppo terrorista, ma lo condannò a 18 mesi per violazione delle leggi sull’immigrazione. Scontata la pena, fu immediatamente riarrestato nell’aprile 2004 e processato sulla base di nuove leggi antiterrorismo.


La Jemaah Islamiyah (Ji) e’ un’organizzazione integralista islamica clandestina considerata collegata ad Al Qaida ed e’ diffusa in diversi Paesi del Sud-est asiatico. Fondata nel 1993 da Abu Bakar Bashir, religioso indonesiano direttore di una madrassa (scuola coranica) a Giava e da Abdullah Sungkar, anch’egli indonesiano, Jemaah Islamiyah (Comunita’ islamica) ha come fine ultimo la creazione di uno stato islamico, o califfato, che comprenda Indonesia, Malaysia, Singapore, il sultanato del Brunei, il sud della Thailandia e il sud delle Filippine, tutti territori a maggioranza islamica.

Bashir, considerato il leader spirituale della rete, secondo gli esperti, ne e’ divenuto l’ ‘’emiro’’ nel 1999, alla morte di Sungkat. La Ji, diffusa in vari Paesi, sarebbe organizzata in piccole cellule indipendenti che possono mobilitare dei ‘’soldati di base’’ reclutati nelle madrasse indonesiane.
 

La Ji e’ considerata responsabile di numerosi attentati e omicidi, fra cui le stragi terroristiche di Bali nell’ottobre 2002 (202 morti, 88 dei quali turisti australiani), all’hotel Marriott di Giakarta il 5 agosto 2003 (12 morti) e di nuovo a Bali nell’ottobre 2005 (20 morti).

 

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