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Pakistan
l'Onu si mobilita:
accelerare gli aiuti

Il segretario generale Onu Ban Ki-moon annuncia l'invio di nuove risorse. Hillary Clinton: "dagli Usa altri 150 milioni di dollari"

        di Giampaolo Pioli e Valeria Robecco

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Pakistan, Ban Ki-moon: NEW YORK – “Occorre accelerare l'impegno della comunità internazionale per far fronte a questa emergenza”, è stato l'appello lanciato dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, di ritorno da Islamabad. Anche alle Nazioni Unite infiamma la polemica per la carenza di attenzione riservata alla tragedia del paese asiatico.

 

Secondo gli esperti l'emergenza è stata 'snobbata' dai donatori a causa del 'deficit di immagine' del Pakistan, spesso associato al terrorismo. Interi villaggi rasi al suolo. Strade, ponti, case, raccolti spazzati via dalla furia dell'acqua. L'emergenza Pakistan è immensa e con lo spettro di una seconda o terza fase di inondazioni, causate da un altro mese di piogge monsoniche, rischia di peggiorare ancora.

 

1.600 morti, oltre 2.000 feriti, 2 milioni di bambini coinvolti, 20 milioni di sfollati che hanno bisogno disperato di un tetto sulla testa, cibo e medicine: i dati sono impressionanti. Un abitante su dieci è colpito in modo più o meno grave dalle alluvioni che hanno devastato un quinto del paese. Un numero maggiore dell'intera popolazione colpita dallo Tsunami nell'Oceano Indiano, dal Ciclone Nargis e dal terremoto ad Haiti. L'area devastata è sterminata, più grande dell'intera superficie dell'Italia. Si spera nell'Onu per incrementare gli aiuti.

 

In una riunione straordinaria al Palazzo di Vetro Ban Ki-moon ha annunciato l'invio di nuove risorse, e invitato le nazioni a scendere in campo al fianco di un paese colpito dalla più grande catastrofe naturale della sua storia. “E' come se il Pakistan stesse affrontando uno tsunami al rallentatore – ha detto Ban ai delegati – La forza distruttiva dell'acqua si rafforza e cresce con il passare del tempo. Ho parlato con il presidente Asif Ali Zardari, e siamo completamente d'accordo su cosa fare.

 

Cibo, medicine e rifugi nell'immediato, e quando l'acqua inizierà a ritirarsi penseremo alla ricostruzione, che potrebbe costare 2,5 miliardi di dollari solo per quanto riguarda la parte nord del paese”. Le Nazioni Unite avevano già lanciato l'11 agosto un appello per 460 milioni di dollari, da raccogliere entro 90 giorni, ad oggi finanziato per metà. Ma è necessario raccogliere l'intera cifra quanto prima per poter organizzare una rete di sostegno davvero efficace.

 

Secondo il direttore regionale dell'Unicef per l'Asia del Sud, Daniel Toole, servono urgentemente “fondi, non parole”. Toole ha dichiarato di non aver mai visto un'emergenza così grande in termini di portata, dimensioni e numero di sfollati. E la situazione dal punto di vista della salute è critica. “Le condizioni sono assolutamente perfette per la malaria, la diarrea e potenzialmente per il colera - ha spiegato l'esperto dell'Unicef – E' afoso, la temperatura è di 37 gradi e ci sono mosche ovunque”.

 

Appoggio incondizionato arriva anche dall'Unesco. Il direttore generale Irina Bokova ha riaffermato la volontà di lavorare insieme con i governi e le associazioni internazionali per fornire tutta l'assistenza possibile al paese asiatico. L'appello lanciato dalle associazioni umanitarie capeggiate dall'Onu, è stato immediatamente raccolto dagli Usa. Il segretario di Stato americano Hillary Clinton, dall'Assemblea Generale dell'Onu, riunita in seduta plenaria per coordinare gli aiuti, ha annunciato che gli Stati Uniti verseranno al Pakistan altri 150 milioni di dollari per far fronte all'emergenza acqua.

 

Anche l'Italia è intervenuta immediatamente a sostegno del paese asiatico. L'ambasciatore Attilio Massimo Iannucci, rappresentante speciale per Afghanistan e Pakistan del ministro degli esteri Franco Frattini, e’ intervenuto alle Nazioni Unite, spiegando che  "un aereo con aiuti d'emergenza della Cooperazione Italiana è giunto ad Islamabad il 7 agosto con 30 tonnellate di generi di base, per un valore di 330 mila euro". A questi contributi di primissima emergenza – ha detto il diplomatico - vanno aggiunti il contributo di un milione di euro per finanziare il programa di risposta internazionale (Initial Floods Emergency Response Plan). “Il nostro paese inoltre – ha aggiunto Iannucci – sta preparando una iniziativa bilaterale per un totale di 1,5 milioni di euro, e ci siamo impegnati a rivedere con il Pakistan i programmi di cooperazione in relazione ai bisogni attuai del paese asiatico. In particolare per quanto riguarda le inizative di sviluppo e ricostruzione delle aree di frontiera con l'Afghanistan, particolarmente colpite a causa della lotta contro i Talebani.

 

E da Islamabad il ministro dell'interno Rahman Malik rassicura i governi: “Il denaro inviato sarà utilizzato solo per le vittime. Non permetteremo che un solo dollaro finisca nelle mani dei talebani”

Giampaolo Pioli, Valeria Robecco