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Pakistan: nuovo appello dell'Onu
800.000 persone ancora isolate

L'indo minaccia milioni di persone. Le Nazioni Unite chiedono alla comunità internazionale di inviare con urgenza altri 40 elicotteri

        di Giampaolo Pioli e Valeria Robecco

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Nubifragio in Pachistan, migliaia in fuga (Reuters) NEW YORK – La portata del fiume Indo continua a crescere minacciando milioni di persone nel sud del paese. “Non si è mai visto un disastro naturale di queste dimensioni”, ha detto dal Palazzo di Vetro il segretario generale Ban Ki-moon. Non si allenta la morsa delle inondazioni che dal mese scorso stanno devastando il Pakistan, e le Nazioni Unite continuano a fare pressione sulla comunità internazionale perchè intervenga con maggior forza.

 

“Le alluvioni continuano a creare milioni di sfollati – ha insistito il sottosegretario Onu per gli Affari Umanitari John Holmes – Servono urgentemente 40 elicotteri per portare aiuti e soccorso ai pakistani. Noi stimiamo che siano circa 800.000 le persone completamente isolate, che non sono raggiungibili se non dall'aria”. La maggior parte di loro si trova nelle zone del nord-ovest, le prime ad essere colpite dalle inondazioni, dove strade e ponti sono ancora del tutto inagibili. Il paese asiatico sta affrontando la più grave crisi umanitaria della sua storia, con più di un quinto della sua superficie sotto l'acqua.

 

“Questa situazione rappresenta una sfida senza precedenti dal punto di vista logistico, la comunità internazionale deve intervenire in modo massiccio”, ha aggiunto Holmes. A quasi un mese dall'inizio delle alluvioni il bilancio dei morti è arrivato a 1.500, ma il numero è destinato a crescere. I 2 milioni di senza tetto iniziali sono aumentati a dismisura, fino alla cifra esorbitante di 6 milioni di pakistani che non hanno un posto dove andare, addirittura 8 milioni di persone che hanno bisogno di aiuti immediati. In totale sono quasi 20 milioni gli individui colpiti in diversa misura dalla catastrofe.

 

L'appello dell'Onu trova eco in una denuncia dell'organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere, secondo cui uno dei problemi principali è la mancanza di acqua potabile. “Stiamo fornendo 540mila litri di acqua pulita al giorno, sia nelle città principali che nei villaggi più remoti- evidenziano gli operatori dell'Ong – E' molto preoccupante che le famiglie che possiedono piccole pompe nelle proprie case abbiano ripreso ad usarle. L'acqua è contaminata e c'è il pericolo che continuino a diffondersi numerose malattie”. Le acque si sono ritirate nelle regioni centrali e settentrionali, le più colpite durante le piogge di fine luglio, ma rimane alta l'allerta nel sud, dove nei prossimi giorni c'è il rischio di nuove inondazioni nella bassa valle dell'Indo.

Giampaolo Pioli, Valeria Robecco