Netanyahu: voglio chiudere il conflitto in Medio Oriente Obama: pace entro un anno
Riprende a Washington il confronto diretto tra israeliani e palestinesi. Il premier dello Stato ebraico: "Abu Mazen è il mio partner per la pace". Ma l'Anp vuole lo stop degli insediamenti. Barack ottimista
Washington, 1 settembre 2010 - Il presidente Barack Obama ha detto oggi che "sono stati fatti progressi" nei colloqui di pace per il Medio Oriente. Barack ha definiti i "colloqui diretti" tra israeliani e palestinesi "l’unico sentiero verso la pace". Ilpresidente degli Stati Uniti ha inoltre sollecitato a "cogliere al volo l’opportunità di pace che si è presentata".
Obama ha poi detto di essere convinto che il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente dell’autorita’ nazionale palestinese Abu Mazen "vogliono la pace": "possiamo farcela in un anno, non dobbiamo lasciarci sfuggire questa occasione.
GLI ATTRITI - Partono comunque in salita i negoziati diretti tra Israele e palestinesi, che riprendono domani a Washington dopo una sospensione di 18 mesi. Mentre Barack Obama riceveva ad uno ad uno i leader invitati, i palestinesi hanno avvertito che qualsiasi ripresa delle costruzioni nelle colonie ebraiche porterà all’interruzione dei negoziati diretti. "Gli insediamenti devono essere fermati e proseguirli significa mettere fine al processo di pace", ha avvertito il portavoce dell’Anp, Nabil Abu Rudeina, conversando con i giornalisti.
Poco prima il premier israeliano, Benjiamin Netanyahu, aveva avvertito in un colloquio con il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, che "non ci sarà alcuna estensione della moratoria sugli insediamenti israeliani in Cisgiordania che termina il 26 settembre".
Obama ha ricevuto Netanyahu e vede anche alla vigilia della ripresa dei negoziati diretti il presidente palestinese, Abu Mazen, il re di Giordania, Abdallah II, e il presidente egiziano, Hosni Mubarak. Anche per quest'ultimo lo stop alle costruzioni negli insediamenti "sarà cruciale per il successo de negoziati".
Da parte sua, il presidente americano ha condannato "l’assurdo massacro" dei quattro coloni israeliani uccisi a Hebron, ma ha avvertito che a nessuno sarà permesso di sabotare la ripresa dei negoziati diretti tra Israele e palestinesi. "Voglio che sia chiaro a tutti", ha affermato Obama al termine del colloquio con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, alla Casa Bianca, "che gli Stati Uniti non vacilla nel suo sostegno alla sicurezza d’Israele e respinge questo tipo di attività terroristiche".
Il messaggio "ad Hamas e a chiunque rivendichi questi odiosi crimini", ha aggiunto il presidente americano, "è che non ci fermeranno non solo dal garantire la sicurezza di Israele, ma neppure dal garantire una pace duratura".
NETAHYAHU TRA APERTURE E STOP - Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dal canto suo, ha definito il presidente dell’Anp, Abu Mazen, "il mio partner per la pace" e ha assicurato che vuole una pace per mettere fine al conflitto mediorientale "una volta per tutte". Ma nel discorso alla cena alla Casa Bianca, di cui è stata diffusa un'anticipazione, Netanyahu ha avvertito che "la pace deve anche essere difesa dai suoi nemici". "Il nostro obiettivo è forgiare una pace sicura e duratura tra Israele e palestinesi, non cerchiamo un interludio tra due guerre", sottolinea nel discorso Netanyahu, "cerchiamo una pace che metta fine al conflitto tra noi una volta per tutte". "Questa è la pace che il mio popolo vuole, questa è la pace che tutti ci meritiamo".
Poi il premier israeliano si rivolge ad Abu Mazen: "Ogni pace comincia dai leader. Presidente Abbas (alias Abu Mazen ndr), lei è il mio partner per la pace. Spetta a noi di vivere uno accanto all'altro e con l'altro".
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