"Bruceremo il Corano" Il pastore Usa insiste Il Vaticano: 'Oltraggio'
Ma il web è con lui
Polemiche incandescenti per l'anniversario dell'11 settembre. Il capo della congregazione evangelica di Miami: "Mandiamo un messaggio chiaro agli elementi dell’Islam radicale". Ira della Clinton, condanna della Lega Araba. Critiche anche da Angelina Jolie
Miami, 8 settembre 2010 - La piccola chiesa battista della Florida è decisa a sfidare i moniti di Clinton e Petraeus e a procedere al suo piano di bruciare una copia del Corano in occasione del nono anniversario dell’11 settembre. Lo ha detto alla Bbc il capo di questa congregazione religiosa, la Dove World Outreach Center, pastore Terry Jones.
"Dobbiamo mandare un messaggio chiaro agli elementi dell’Islam radicale", ha dichiarato alla Bbc, dicendosi convinto della necessità di dare esecuzione al suo progetto, la cui notizia, cominciata a circolare nei giorni scorsi, ha già provocato tensioni nel mondo islamico. Contro l’iniziativa, ieri era sceso in campo il comandante delle forze internazionali in Afghanistan, generale David Petraeus.
"Sono molto preoccupato delle possibili ripercussioni nell’ipotesi che brucino un Corano", aveva dichiarato da Kabul. "Un’azione del genere potrebbe mettere in pericolo sia i nostri soldati che lo sforzo globale in Afghanistan", aveva aggiunto.
Qualche ora dopo anche il Segretario di Stato, Hillary Clinton, esprimeva vive preoccupazioni per il piano della Dove World Outreach Center, definendolo "irrispettoso e sciagurato". Numerosi paesi musulmani e la Nato si sono già mobilitati contro questa iniziativa. Al-Azhar, la massima istituzione sunnita del Cairo, la Lega araba e i fratelli musulmani hanno condannato oggi il progetto. Ma l'intervento più pesante è forse quello del Vaticano. "A quei deprecabili atti di violenza (gli attentati di New York, ndr.) non si può porre rimedio contrapponendo un gesto di grave oltraggio al libro considerato sacro da una comunità religiosa".
Presa di posizione anche dal mondo dello spettacolo. "Ho a stento le parole per il fatto che qualcuno farebbe questo a un libro religioso di qualcun altro", ha dichiarato ai giornalisti a Islamabad la Jolie, dopo aver visitato un campo profughi nel nordovest del Pakistan, una delle zone più colpite dalle inondazioni.
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