Obama: pronti a tagli delle tasse per le classi medie, no per i ricchi
E' quanto annunciato dal presidente Usa. Le agevolazioni fiscali riguarderanno i cittadini che guadagnano meno di 250mila dollari l'anno
Ohio, 8 settembre 2010 - Rendere permanenti le agevolazioni fiscali per la classe media. E' la promessa di Barack Obama, annunciata oggi in comizio a Cleveland, Ohio, come parte di un nuovo pacchetto di stimoli per rilanciare la crescita statunitense in previsione anche delle elzioni di mid-term di novembre. Gli sgravi fiscali, ha detto il presidente, riguarderanno tutti i cittadini con introiti inferiori ai 250mila dollari l'anno, che rappresentanto il 98 per cento della popolazione e non per i nuclei familiari più benestanti che costiuiscono il 2 per cento della popolazione.
"Non dobbiamo più tenere in ostaggio la classe media", ha detto il presidente Usa. "Siamo pronti, anche questa settimana, a concedere tagli ad ogni americano con un reddito inferiore ai 250.000 dollari". Per gli americani che guadagnano più di quella cifra, non più del 3 per cento della popolazione, i tassi "torneranno al livello a cui erano sotto il presidente Clinton".
"Il piano fiscale approvato dalla scorsa amministrazione - ha spiegato Obama - prevedeva innalzamenti fiscali sostanziali il prossimo anno. Credo dovremmo rendere permanenti le agevolazioni fiscali per la middle class (classe media, ndr). Siccome la gente della middle class verosimilmente spenderà ciò che risparmia in tagli fiscali in generi di prima necessità, rafforzerà l'economia nel suo insieme". Ed ha aggiunto che "per quelli che affermano che questo sia un male per la crescita e un male per le piccole imprese, vi ricordo che con quelle aliquote fiscali, questo paese ha creato 22 milioni di posti di lavoro, ha alzato i redditi e ha avuto il più grande surplus della storia".
Il presidente americano si opponeinoltre alla proroga degli sgravi fiscali alle classi ricche voluti dal suo predecessore, George W. Bush. "Non è per punire chi sta meglio - spiega - ma perché non possiamo permetterci 700 miliardi di dollari di di sgravi fiscali". I repubblicani vogliono che gli sgravi, in scadenza a fine anno, siano prolungati di uno o due anni. Il solo fatto di non rinnovarli per l'opposizione equivale a un aumento delle tasse. Le agevolazioni fiscali in vigore riguardano le famiglie con redditi superiori ai 250mila dollari annui (200mila per i single). Far scattare gli aumenti delle aliquote nei confronti di questi contribuenti sarebbe quindi un atto di sfida nei confronti dei repubblicani.
Il piano dell'attuale presidente Usa coincide con un momento critico per l'economia americana. Disoccupazione ancora altissima, salita ad agosto al 9,6% e mercato immobiliare molto debole. Una situazione che emerge chiaramente dall'ultimo Beige Book, il rapporto sull'economia pubblicato dalla Federal Reserve ogni sei settimane. L'espansione economica continua, spiega la Fed, "ma con diffusi segnali di rallentamento rispetto ai mesi scorsi".
SCELTE PER Il 2011 - "Una volta che la commissione fiscale bipartisan avrà finito il suo lavoro, spenderò il prossimo anno a fare le scelte dure necessarie per ridurre ulteriormente il nostro deficit e abbassare il nostro debito" ha detto il presidente degli Stati Uniti nel suo discorso sull'economia nell'Ohio. "Certamente - ha aggiunto Obama - ridurre il deficit non sarà facile. Rimediare a otto milioni di posti di lavoro persi in questa recessione non succedera' nel corso di una notte. Non tutto quello che abbiamo fatto negli ultimi due anni ha funzionato così rapidamente come speravamo e sono profondamente conscio che non tutte le nostre politiche sono state popolari". Ma, ha concluso il presidente Usa, se il lavoro davanti "non è facile", gli americani non lo hanno eletto per fare "quello che è facile" ma "quello che è giusto".
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