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Rezwan Ferdaus aveva scelto come arma degli aerei telecomandati carichi di esplosivo. Catturato grazie ad agenti sotto copertura che si sono finti affiliati di Al Qaeda in cerca di adepti
di Giampaolo Pioli e Valeria Robecco
NEW YORK, 28 settembre 2011 – Voleva colpire il Pentagono e Capitol Hill. Ma gia’ da tempo l’Fbi teneva d’occhio Rezwan Ferdaus, ventiseienne americano con una laurea in fisica alla Northwestern University di Boston, che per sferrare il suo attacco contro l’America aveva scelto come arma degli aerei telecomandati imbottiti di esplosivo e guidati con un sistema Gps. E’ stato arrestato grazie agli uomini sotto copertura del Bureau, che lo avevano contattato nel 2010 fingendosi affiliati di Al Qaeda in cerca di adepti in Usa. Secondo i documenti rilasciati dall’Fbi Ferdaus, arrestato a Framingham, vicino a Boston, e’ accusato anche di aver tentato di fornire materiale esplosivo ad Al Qaeda da utilizzare contro le truppe americane impegnate in Iraq e Afghanistan.
“Era proprio quello che volevo”, avrebbe risposto ai falsi complici quando questi gli hanno comunicato che avrebbero usato i suoi ordigni - alcuni telefoni cellulari che fungevano da detonatori – contro i soldati americani. Ferdaus, accecato dal suo obiettivo, non ha mai messo in dubbio l’identita’ dei falsi terroristi. Si e’ tradito con le sue stesse mani dichiarando agli agenti che stava progettando un attacco contro il Pentagono e Capitol Hill usando aerei telecomandati carichi di esplosivo. Nei mesi seguenti avrebbe poi raccontato agli uomini dell’Fbi tutti i particolari del suo piano, rivelando che si era gia’ recato a Wasihngton per un sopralluogo. Voleva far partire i suoi F-86 in miniatura dall’East Potomac Park, situato a meta’ strada tra suoi obiettivi.
Quando ha detto di aver portato i ‘droni’ in uno storage ed essere pronto ad utilizzarli, sono scattate le manette. “Questo - ha dichiarato dopo l’arresto Richard DesLauriers, agente speciale dell’Fbi a Boston - dimostra che anche una sola persona, senza nessuna connessione diretta con le organizzazioni terroristiche internazionali puo’ costituire un serio pericolo per la comunita’”.
Giampaolo Pioli, Valeria Robecco