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Nozze a tempo determinato. Dove? In Messico

Il comune di Mexico City ci sta pensando per frenare i divorzi

In una società a tempo determinato, un contratto a vita può trasformarsi in una gabbia. Per questo, a Città di Messico, i consiglieri comunali vogliono aiutare i neosposi ad evitare i problemi di un  divorzio. Da qui la proposta che fa discutere

Il Laureato: la scena finale della fuga dal matrimonio
Il Laureato: la scena finale della fuga dal matrimonio

Roma, 30 novembre 2011 - In una società a tempo determinato, nel lavoro e nei rapporti personali, un contratto a vita può trasformarsi in una gabbia. Per questo, a Città del Messico, i consiglieri comunali vogliono aiutare i neosposi ad evitare i problemi di un eventuale divorzio, concedendo loro una facile via di fuga: i matrimoni a tempo.

 

In una città dove sono stati legalizzati i matrimoni tra omosessuali, ora i politici di sinistra presenti in consiglio comunale hanno proposto - a quanto riporta il Guardian - una riforma del codice civile, in modo da permettere alle coppie di decidere la durata del loro impegno, fino all’opzione ‘per tutta la vita’ per i più tradizionalisti.

 

Il contratto matrimoniale dovrà avere la durata minima di due anni e potrà essere rinnovato, naturalmente, se l’unione resterà, come nelle aspettative, salda e felice. Il contratto includerà anche le clausole per l’affidamento dei figli e la divisione dei beni nel caso i due sposi dovessero separarsi.

 

“La proposta è che il contratto semplicemente finisca, quando il periodo di due anni scade, se la relazione non è stabile o armoniosa” ha dichiarato Leonel Luna, uno dei firmatari della proposta. In questo modo, “non sarai costretto a passare per il tortuoso processo del divorzio” ha aggiunto Luna, del Partito della rivoluzione democratica, in maggioranza nel Consiglio formato da 66 membri. Secondo Luna, la proposta sta guadagnando consensi e potrebbe essere votata entro la fine dell’anno.

 

Circa la metà dei matrimoni celebrati a Città del Messico termina con un divorzio, soprattutto nei primi due anni. Nel resto del Paese, invece, il tasso dei divorzi è sensibilmente più basso. La Chiesa, già molto contraria al matrimonio tra omosessuali, consentito alla fine del 2009, ha criticato la proposta. “Questa riforma è assurda: contraddice la natura del matrimonio” ha detto Hugo Valdemar, portavoce dell’arcidiocesi della capitale messicana. “Fa parte di quel teatrino elettorale cui tende l’assemblea che è irresponsabile e immorale”.

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