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Frattini: "E' bello tornare a Tripoli liberata"

Il ministro degli Esteri in Libia: "Italia amica sicura"

Negate titubanze sull'intervento militare: "Il nostro atteggiamento improntato alla discrezione". Il 2 novembre Alitalia riprenderà i collegamenti aerei da Roma

Il minsitro degli Esteri, Franco Frattini, e il primo ministo del Cnt, Mahmoud Jibril (foto  Reuters)
Il minsitro degli Esteri, Franco Frattini, e il primo ministo del Cnt, Mahmoud Jibril (foto Reuters)

Roma, 30 settembre 2011 - "L'Italia sarà sempre un a mico sicuro e affidabile del popolo libico": lo ha affermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in una visita a Tripoli, la prima di un esponente del governo italiano dalla caduta del regime di Muammar Gheddafi. In occasione della visita è stato annunciato che dal 2 novembre Alitalia riprenderà i collegamenti aerei tra Roma e Tripoli.

"E' bello tornare a Tripoli liberata", ha commentato Frattini all'arrivo nella capitale libica dove si è trattenuto cinque ore e ha avuto un colloquio con il premier del Consiglio nazionale transitorio (Cnt) libico Mahmoud Jibril, che gli ha chiesto aiuto per l'emergenza umanitaria, soprattutto in campo sanitario.

"Entro la prossima settimana", ha assicurato Frattini, "l'Italia avr à trasportato 190 feriti dalla Libia e possiamo arrivare a 250". Oggi dal Paese nordafricano sono partiti 25 feriti: su un C-130 dell'Aeronautica militare ne sono stati imbarcati 14 e altri 11 saranno imbarcati a Misurata, in vista del ricovero al Gemelli. Inoltre l'Italia si è impegnata a costruire e a consegnare in tempi brevi 13 scuole.

Jibril ha sottolineato che il riconoscimento italiano del Consiglio nazionale transitorio libico, ad aprile, è stato "un salto di qualità importantissimo" per una svolta nel conflitto libico. Jibril ha ammesso che dato "il rapporto speciale" del vecchio regime con l'Italia, "il cambiamento non è stato facile". Ma Roma, ha sottolineato, "ha sostenuto la rivoluzione del 27 febbraio fin dall'inizio". Il titolare della Farnesina ha ricordato che "l'Italia è stato il secondo Paese europeo e il terzo nel mondo a riconoscere il Cnt".

Frattini ha anche negato titubanze sull'intervento militare, sottolineando come l'Italia abbia solo mantenuto un profilo basso sulle decisioni (a differenza di partner europei come la Francia, è sembrato sottintendere): l'atteggiamento italiano, ha osservato, è sempre "improntato alla discrezione": "Questo è lo stile dell'Italia e anche il mio, che piaccia o meno".

L'Italia "è stata in passato il nostro principale partner e probabilmente lo sarà anche in futuro", ha sottolineato Jalal al-Gallal, portavoce del Cnt, a margine della visita.

Fonte Agi

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