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Libia, Monti firma la 'Tripoli Declaration'

I premier dei due Paesi hanno sottoscritto un nuovo 'patto'

Lo “spirito” che animava il trattato di amicizia italo-libico firmato da Berlusconi e Gheddafi nel 2008 resta lo stesso: ma i rapporti attuali fra Roma e Tripoli dovranno tener conto dei cambiamenti che sono intervenuti nel dopo Raìs

Mario Monti col premier libico Abdel Rahim al-Kib a Tripoli (AFP)
Mario Monti col premier libico Abdel Rahim al-Kib a Tripoli (AFP)

Tripoli, 21 gennaio 2012 - In occasione della visita del governo italiano di oggi a Tripoli, il presidente del Consiglio Mario Monti e il premier libico Abdel Rahim Al Kib hanno firmato un ‘patto’ di amicizia, la “Tripoli Declaration” che riflette una “nuova visione dei rapporti bilaterali e multilaterali”. La dichiarazione congiunta non menziona esplicitamente il trattato firmato a Bengasi nell’agosto 2008 da Berlusconi e Gheddafi ma si limita a sottolineare che “le due parti hanno concordato di valutare e costruire” i loro rapporti, a partire dagli “Accordi già sottoscritti fra loro, andando avanti con la realizzazione delle varie attività attraverso commissioni tecniche specializzate nei vari settori” di interesse reciproco.

Lo “spirito” che animava il trattato di amicizia italo-libico firmato da Berlusconi e Gheddafi nel 2008, almeno “da parte italiana” resta lo stesso: ma i rapporti attuali fra Roma e Tripoli sono espressi da una nuova dichiarazione congiunta, la ‘Tripoli Declaration’ che “risente dei cambiamenti” politici avvenuti con la ‘rivoluzione del 17 febbraio’. Lo ha spiegato il presidente del Consiglio Mario Monti, in conferenza stampa col premier libico Abdel Rahim Al Kib.

Proprio oggi, nella capitale libica, i due leader hanno sottoscritto la dichiarazione, che - nelle parole di Monti - “non può non risentire dei cambiamenti che sono intervenuti” dopo la caduta di Gheddafi, “del nuovo entusiasmo e fermento che sono sopravvenuti” da parte libica.

Ai giornalisti che gli chiedevano conto del trattato firmato dai due governi a Bengasi nel 2008, poi sospeso durante la guerra e che dovrebbe essere riattivato, Monti ha risposto: “Non si è verificata una trasformazione, lo spirito che animava le precedenti iniziative continua ad animare da parte italiana questa dichiarazione di Tripoli”.

“C’è una parte di accentuata collaborazione sulle stesse tematiche che avevano dato vita alle iniziative precedenti da parte italiana, ma naturalmente” l’Italia “intende assecondare in questa fase il dinamismo di un paese che viene da una così importante trasformazione”, anche nell’ottica di “una graduale integrazione regionale”.

RESTITUITA LA 'TESTA DI DOMITILLA' - La ‘’Testa di Domitilla’’, una scultura marmorea trafugata in Libia nel 1969 e recuperata dai Carabinieri che il presidente del Consiglio Mario Monti ha riportato a Tripoli per restituirla alla Libia, è posizionata nella sala stampa dell’Hotel Rixos della capitale libica. La restituzione della ‘’Testa di Domitilla’’ sta a sottolineare le comuni radici storico-culturali e la volontà italiana di riprendere e ampliare ulteriormente la collaborazione nel settore della cultura e dell’archeologia.

TERZI INVITA IL MINISTRO DEGLI ESTERI LIBICO ALLA RIUNIONE DEI PAESI DEL MEDITERRANEO  - In occasione della missione governativa guidata da Monti oggi a Tripoli, il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha invitato il collega libico Ashur Ben Khaial a partecipare alla prossima riunione del ‘5+5’ (i paesi delle sponde nord e sud del Mediterraneo, ndr) che si terrà il 20 febbraio a Napoli. “Incoraggiamo processi di integrazione nella regione che favoriscono lo sviluppo e che sono nell’interesse dell’Italia e dell’Europa” ha dichiarato Terzi, nell’ambito della politica italiana di sostegno alla nuova Libia anche in ambito europeo.

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