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Legislative in Egitto, vincono i Fratelli Musulmani

Conquistano quasi la metà dei seggi del nuovo Parlamento

Risultati definitivi: ai fondamentalisti salafiti di Al-Nour circa il 24% dei consensi. Intanto fonti della giustizia militare lasciano trapelare il rilascio imminente di 1960 prigionieri, nell'anniversario della rivolta. Primo della lista il blogger Nabil

Egitto, ancora proteste a Piazza Tahrir al Cairo (Olycom)
Egitto, ancora proteste a Piazza Tahrir al Cairo (Olycom)

Il Cairo, 21 gennaio 2012 - Il partito dei Fratelli Musulmani ha stravinto le elezioni legislative in Egitto conquistando il 47,18 per cento dei seggi del nuovo Parlamento. Lo ha reso noto il presidente della Commissione elettorale comunicando i risultati finali del processo elettorale iniziato il 28 novembre scorso e che si è svolto in tre tornate.

Il partito Giustizia e Libertà (Fjp), braccio politico dei Fratelli musulmani egiziani ha ottenuto in totale 235 seggi della nascente Assemblea del Popolo, 127 dei quali con le sue liste, e altri 108 seggi vinti grazie ai propri candidati nelle rispettive circoscrizioni. I risultati definitivi confermano quelli provvisori già diffusi.

Il partito fondamentalista salafita Al-Nour è arrivato in seconda posizione, con 121 seggi (circa il 24%). Il partito liberale Wafd ha ottenuto il 9% dei seggi. Quella per scegliere i 498 deputati dell'Assemblea del Popolo è stata la prima consultazione libera in Egitto da 60 anni e fa seguito alla caduta, lo scorso 14 febbraio, del regime di Hosni Mubarak.

Intanto fonti della giustizia militare lasciano trapelare l'imminente rilascio, nell'anniversario della rivolta di piazza Tahir, di 1960 prigionieri. Tra essi il blogger Michael Nabil, lo scorso dicembre Nabil condannato
a due anni di carcere per aver criticato la giunta militare che regge il Paese. La sentenza era stata emessa in appello dalla Corte militare; in primo grado all'attivista era stata inflitta una pena di tre anni.

Nabil, che sarà rilasciato domani (notizia confermata dal suo avvocato, Naguib Gebraeil), era stato arrestato il 28 marzo a causa di un articolo, postato sul su internet, dal titolo estremamente significativo: "Il popolo e l'esercito non sono mai stati una sola cosa", chiaro riferimento al comportamento dei militari che, secondo Nabil, non avevano agito nell'interesse degli egiziani. La decisione di perdonare il blogger, ha riferito la fonte anonima, "è stata presa in occasione del primo anniversario dell'inizio della rivolta del 25 gennaio". Con Nabil si apprestano a lasciare il carcere quasi 2.000 prigionieri.

 

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