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Il presidente afgano, dopodomani in visita a Roma, fa il punto sui progressi del processo di pace con i talebani e spiega di non essere preoccupato per l'eventuale ritiro anticipato delle forze Nato. "L'omicidio dei quattro francesi? Caso isolato"
Roma, 23 gennaio 2012 - Il presidente afgano Hamid Karzai, che dopodomani sarà in visita a Roma, non teme l'eventualità di un ritiro anticipato delle forze Nato dall'Afganistan rispetto al termine previsto del 2014. "Se il processo viene accelerato e il ritiro avviene prima, non c'è problema. Noi siamo pronti", dice in un'intervista al Corriere della Sera. "Se viene completato nel tempo deciso, va bene lo stesso", prosegue Karzai. "Il popolo afgano non perderà le conquiste ottenute. Non sono preoccupato da un ritorno dei talebani con le armi. Se torneranno grazie al processo di pace, sono i benvenuti".
PRIMA LA PACE - Karzai non è neanche preoccupato dall'ipotesi che europei e americani, in difficoltà per la crisi economica, potrebbero ridurre il numero di poliziotti e soldati afgani da addestrare prima del ritiro: "L'importante - afferma - è raggiungere la pace. In quel caso, non serve un grande esercito. Dobbiamo rimanere con le forze di sicurezza che possiamo permetterci, non vogliamo che i contribuenti italiani paghino gli stipendi ai nostri agenti o militari per sempre". E riguardo all'assassinio di quattro militari francesi, operato da un allievo afghano in addestramento (stravolto dalle foto dei marines che urinavano sui talebani), Karzai ha espresso alla Francia cordoglio e rammarico. "Ma si è trattato di un caso isolato che non corrisponde ai sentimenti che il popolo afgano nutre per i francesi"
MEDIAZIONE TEDESCA - Come rivela oggi il quotidiano britannico The Times, gli Stati Uniti hanno minacciato di "proclamare la vittoria" e accelerare il ritiro dall'Afghanistan per vincere la resistenza di Karzai all'apertura di una missione dei talebani in Qatar. All'inizio di questo mese i talebani hanno annunciato di aver accettato in via di principio di aprire una missione nel paese del Golfo, dopo 13 mesi di delicati negoziati con gli Stati Uniti, condotti con la mediazione tedesca.
DA GUANTANAMO AL QATAR - L'accordo rappresenta una svolta che potrebbe portare alla fine della guerra iniziata dopo gli attentati alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001, ma fino all'ultimo ha rischiato di deragliare per l'opposizione di Karzai. Il presidente afgano ha invece accettato ieri il trasferimento in Qatar dei prigionieri talebani detenuti a Guantanamo, uno dei punti chiave dell'accordo, dopo due giorni di intensi colloqui a Kabul tra lo stesso Karzai e l'inviato Usa in Afghanistan, Marc Grossman.