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Rasmussen: "La Nato non attaccherà l'Iran"

Terzi: "Le sanzioni stannio avendo effetto su Teheran"

Il rafforzamento delle sanzioni economiche, secondo il segretario generale dell’Alleanza atlantica, “avrà un impatto significativo sull’economia iraniana e anche sulla leadership iraniana”. Per il nostro ministro degli Esteri: "L'Italia importa “poco piu’ del 10 per cento” del suo petrolio dall'Iran"

La portaerei Usa della classe Nimiz, la USS Abraham Lincoln (Reuters)
La portaerei Usa della classe Nimiz, la USS Abraham Lincoln (Reuters)
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Roma, 24 gennaio 2012 - “No, non interverremo militarmente in Iran perché sono convinto che la migliore soluzione resti quella politica, quindi ben venga l’inasprimento delle sanzioni economiche da parte dell’Unione europea”: è quanto ha detto il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen, in un’intervista pubblicata oggi da Repubblica, sottolineando che “il modo migliore di agire” è “quello di trovare soluzioni politiche e diplomatiche”.

Il rafforzamento delle sanzioni economiche, secondo Rasmussen, “avrà un impatto significativo sull’economia iraniana e anche sulla leadership iraniana”. “Tra le sanzioni e la soluzione militare io parteggio decisamente per le prime”, ha aggiunto.

Quanto alla situazione in Siria, Rasmussen esclude un intervento armato. “Non interverremo in Siria perché pensiamo che il conflitto debba essere risolto da attori locali”, ha spiegato.

TERZI: NON SIAMO PREOCCUPATI - “Non siamo preoccupati”: cosi’ il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha risposto a una domanda dell’emittente Usa Cnn sul possibile impatto dell’embargo petrolifero contro l’Iran sul nostro Paese. L’Italia, ha spiegato il titolare della Farnesina, importa “poco piu’ del 10 per cento” del suo petrolio da Teheran ma “sta differenziando le sue fonti”, in particolare incrementando le importazioni dalla Libia.

Occorre “lavorare insieme”, anche con i partner fuori dall’Ue, perché “la minaccia di armi nucleari” in mano all’Iran “è qualcosa che non possiamo accettare”. Ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, in un’intervista all’emittente americana Cnn.

Le sanzioni contro l’Iran “stanno avendo grandi effetti”: a sottolinearlo è stato il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, facendo notare che la leadership iraniana “sta cercando in tutti i modi di aggirarle”. Teheran, ha spiegato il titolare della Farnesina in un’intervista all’emittente americana Cnn rilasciata ieri, si è attivata dal punto di vista diplomatico “su diversi fronti” per convincere i vari Paesi a non unirsi a “questa coalizione dei volenterosi”.

E questa, ha concluso Terzi, “è un’indicazione che le sanzioni stanno avendo grandi effetti”.

Il titolare della Farnesina ha, quindi, respinto il paragone con l’embargo petrolifero varato a suo tempo contro l’Iraq di Saddam Hussein, che diede risultati fallimentari. “In Iraq è andata male perché c’erano condizioni completamente differenti”, ha osservato. Ma “l’Onu ha imparato molto dall’esperienza e credo che gli errori non saranno compiuti due volte”.
 

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