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Lo riferisce la Bbc che ha preso visione del documento, frutto di 27.000 interrogatori di oltre 4.000 talebani, membri di al Qaeda ed altri miliziani in Afghanistan e Pakistan. Il ministro degli Esteri pakistano: "Noi non interferiamo con l’Afghanistan, gli altri Stati facciano lo stesso". E rispuntano i ribelli beluci: uccise 11 guardie
Londra, 1 febbraio 2012 - Malgrado Islamabad lo abbia sempre negato un rapporto segreto della Nato rivela che i talebani sono attivamente appoggiati dai servizi segreti pakistani, l’Isi, che conoscono perfettamente i luoghi in cui si nascondo i capi. Lo riferisce la Bbc che ha preso visione del documento, frutto di 27.000 interrogatori di oltre 4.000 talebani, membri di al Qaeda ed altri miliziani in Afghanistan e Pakistan. Il rapporto riferisce che gli ex studenti coranici conservano un vasto sostegno nella popolazione civili.
Il corrispondente della Bbc da Kabul, Quentin Sommerville, l’autore dello scoop, sottolinea come il rapporto segreto evidenzi come “la manipolazione della leadership talebana da parte del Pakistan continui senza sosta”. Il documento conferma anche che la collaborazione tra i talebani e le forze di sicurezza e la polizia afghana, è un dato di fatto.
ISLAMABAD: ACCUSE FUTILI - Il Pakistan ha respinto con forza quanto emerso dal rapporto segreto della Nato. Si tratta di accuse “futili” e “non meritevoli di essere commentate”, ha affermato un portavoce del ministero degli Esteri pakistano, Abdul Basit. “Noi non interferiamo con gli affari dell’Afghanistan e ci aspettiamo che anche gli altri Stati si attengano strettamente a questo principio”, ha aggiunto il portavoce.
DECINE DI TALEBANI UCCISI IN RAID AEREI DEL PAKISTAN - Decine di Talebani pakistani hanno perso la vita in una serie di bombardamenti aerei condotti dall’Aviazione di Islamabad su almeno due delle selvagge aree tribali che si estendono nel nord-ovest del Paese, a ridosso della frontiera con l’Afghanistan. Prima è stata presa di mira quella del Kurram, dove nella zona di Jogi sono state martellate due postazioni della guerriglia: uccisi dodici insorti locali e sei mercenari uzbeki. Poi è stata la volta del vicino Orakzai: qui le incursioni sono state più numerose e hanno avuto come obiettivi i covi di due comandanti ribelli, il mullah Toofan e Maulvi Moinuddin. Quest’ultimo sarebbe morto assieme a un altro capo guerrigliero e a venti miliziani, anche se un portavoce insurrezionale lo ha negato.
L’emittente televisiva ‘Khyber’ ha attribuito i raid a droni americani, ma fonti militari ufficiali hanno smentito attribuendosi tutte le operazioni, che hanno segnato il momento culminante di due giorni di combattimenti ininterrotti nell’area, costati decine di vittime da ambedue le parti.
I RIBELLI BELUCI ASSALTANO POSTO DI POLIZIA - Un gruppo di ribelli armati ha assaltato due postazioni dei corpi paramilitari della polizia di frontiera nella provincia del Belucistan, nel sudovest del Pakistan, uccidendo 11 guardie e ferendone altre 12. L’attacco - che ha innescato scontri durati 5 ore - è avvenuto nella notte nella zona di Margut, 60 chilometri a est di Quetta. Le guardie erano responsabili della sicurezza di alcune miniere di carbone. “Due dozzine di uomini, equipaggiati di armi pesanti e leggere, hanno assaltato le postazioni dei Corpi di Frontiera e ucciso 11 guardie”, ha riferito un alto ufficiale dell’esercito, aggiungendo che gli assalitori erano membri di un gruppo di ribelli beluci guidati da Harbiar Marri, leader separatista in esilio a Londra. Dal 2004 i ribelli beluci sono in guerra con il governo di Islamabad per ottenere autonomia politica e partecipare alla spartizione delle risorse derivanti dalla vendita di petrolio, gas naturale e risorse minerarie di cui è ricco il Belucistan.