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"C'è molto interesse per l'Italia". Sui titoli di Stato italiani: "Qualcuno deve avere già investito". Sui mercati: "Ci chiedono di continuare quello che abbiamo cominciato". Un default di Roma e l'uscita dall'euro? "Fa parte della fiction"
Washington, 10 febbraio 2012 - "C'è molto interesse per l’Italia e per il mercato italiano una volta che l’economia si consoliderà nel suo miglioramento, ma già oggi". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti al termine della sua visita nella sede di Bloomberg dove ha incontrato alcuni big della comunità finanziaria americana. Alla domanda se è riuscito a convincere gli investitori, Monti ha risposto: "Penso di sì, ma in genere non lo dicono seduta stante".
I mercati ci chiedono di "continuare quello che abbiamo cominciato", che viene molto apprezzato, anche se non lo facciamo per loro ma per gli italiani che, a loro volta, lo apprezzano esattamente come i mercati. Secondo Monti il mercato è già tornato ad investire nei titoli di Stato italiani. "A giudicare dall’andamento del mercato qualcuno deve aver già investito - ha detto Monti - e penso che l’opinione che i mercati, così come le autorità degli altri governi, si stanno formando sulla serietà con cui l’Italia sta affrontando i suoi problemi, non possa che far aumentare l’atteggiamento positivo verso tutto ciò che è italiano compresi i titoli di Stato".
Sul declassamento da parte di Standard & Poor’s di alcune banche tra le quali 34 istituti italiani dice: "E' in gran parte un effetto atteso di precedenti decisioni".
L'INTERVISTA ALLA CNBC - "Eravamo in una condizione d’emergenza e quindi c’è da valutare la rapidità delle decisioni prese. Il Parlamento di questo è assolutamente conscio". Così il premier italiano Mario Monti in una intervista esclusiva alla Cnbc nel corso della sua visita a New York. "Quello che abbiamo ottenuto finora sono misure che riportano il budget italiano a un equilibrio che arriverà entro il 2013, cioè - ha rimarcato Monti - due anni prima di molti Stati appartenenti all’Unione europea. E otterremo i risultati nonostante le stime pessimistiche sui tassi e sulla crescita". Monti ha quindi ricordato le misure di liberalizzazione e di semplificazione. Cosa rimane da fare? "Qualcosa su cui non possiamo agire velocemente, manca cioè la riforma del mercato del lavoro e vorremmo arrivare a una conclusione entro marzo per renderlo piu flessibile, moderno e meno discriminatorio - ha aggiunto - rispetto ai giovani e a chi sta fuori".
"Non credo ci sarà un default della Grecia e anche in questo caso non credo lascerebbe l’euro - dice Monti -. Oggi la differenza tra Italia e Grecia dal punto di vista dei mercati è marcata ancora più di quanto non lo fosse a settembre o ottobre scorsi. Quindi non ci sarà alcun collegamento automatico tra Italia e Grecia". E assicura che "l'ipotesi di un default italiano e l’uscita dell’Italia dall’euro fanno parte della fiction".
MONTI INCANTA GLI USA - Davvero è difficile immaginare parole di stima così profonda e sentita più di quelle espresse dal presidente americano al premier italiano: "Credo che le relazioni tra Usa e Italia non siano mai state così forti. Personalmente, ho una grande fiducia nella leadership del Primo Ministro e nella sua capacità di traghettare l’Italia in questo difficile momento, di stabilizzare la situazione economica e costruire il terreno per una solida crescita".
Mario Monti, nello studio Ovale di Obama, è riuscito a incassare un riconoscimento pieno per l’azione di governo svolta finora assieme all’appoggio della Casa Bianca a continuare su questa strada, per aiutare l’Eurozona ad uscire dalla sua crisi e far tirare un respiro di sollievo all’economia globale.
A Obama è soprattutto piaciuta la "partenza decisa" ma anche l’agenda di riforme del governo Monti. "Misure molto efficaci -ha insistito- che hanno dato fiducia al Paese e generato fiducia in tutta Europa e nei mercati perchè il piano italiano prende sul serio le responsabilità fiscali ma enfatizza anche la necessità di riforme strutturali per promuovere la crescita".
Prima dell’apprezzamento di Obama, Monti aveva già registrato un "grande interesse alla svolta italiana", espresso trasversalmente dai leader del Congresso americano, ma anche il plauso della comunità accedemica americana e di leader dell’industria italiana come Paolo Scaroni e Sergio Marchionne, raccolti nel prestigioso Peterson Institute for International Economics.
"Credo sia giusto dire che nessuno è in miglior posizione di Monti per rispondere con successo a queste sfide", ha sottolineato il Direttore del Peterson, Fred Bergsten, un guru dell’economia ascoltato in tutto il mondo, introducendo l’intervento dell’amico Mario Monti. "Già nel 2006 - ha ricordato Bergsten - Monti era pronto a scommettere sul futuro economico dell’Europa se fosse stata capace di crescere e adottare riforme strutturali. Oggi ‘Super Mario’ - ha concluso - è veramente nella posizione di poter fare queste cose".