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Crisi Grecia: il governo vara il piano Fmi-Ue-Bce

Attesa per il voto del Parlamento. Giù le Borse europee

Lo sciopero generale blocca il Paese, le manifestazioni di chi protesta contro l'austerity degenerano. Papademos: "Non possiamo consentire un default". Merkel: "Col fallimento danni incalcolabili"

Crisi in Grecia: scontri fra manifestanti e polizia ad Atene (Reuters)
Crisi in Grecia: scontri fra manifestanti e polizia ad Atene (Reuters)

Atene, 10 gennaio 2012 - Il governo greco ha approvato la bozza di disegno di legge che impegna il paese ad attuare le riforme richieste dalla Ue e dall’Fmi per la nuova tranche di aiuti da 130 miliardi di euro che ha l’obiettivo di salvare il paese dal default. Il provvedimento sarà votato domenica prossima dalle Camere greche. Un passaggio che, se non vi saranno colpi di scena, avvicinera’ la Grecia alla concessione del prestito, legato anche - e’ l’altra richiesta dell’Ue - ad altri 325 milioni di tagli alla spesa e all’impegno ad attuare le riforme.

I quattro ministri del partito di estrema destra del Laos, contrari alle nuove misure di austerità approvate del governo di unità, hanno rassegnato le dimissioni dall’esecutivo, insieme a un ministro socialista: lo ha reso noto l’agenzia di stampa ellenica Ana, poco dopo l’annuncio da parte del governo del "rimpiazzo" di ogni eventuale Ministro dissidente. I cinque componenti del governo ad aver rassegnato le dimissioni sono il titolare dei Trasporti, Makis Voridis; il viceministro della Difesa, Georgos Georgiou; i due sottosegretari all’Agricoltura, Asterios Rodoulis, e alla Marina mercantile, Adonis Georgiadis; e il viceministro degli Affari europei, la socialista Mariliza Xenoiannakopoulou; inoltre, anche il leader del Laos, Georgos Karatzaferis, aveva annunciato di non voler votare la relativa legge.

Xenoiannakopoulou ha accusato la troika (Unione Europea, Banca Centrale Europea ed Fmi) di "non tener conto delle conseguenze dell’applicazione del primo piano di austerità" e di voler imporre nuove misure che "aggraveranno la recessione e aumenteranno la rabbia sociale", in violazione del Trattato di Lisbona che "salvaguarda la coesione sociale e l’autonomia delle parti sociali.

Il governo del premier Lucas Papademos ha già annunciato di voler "sostituire" qualsiasi ministro dimissionario, sebbene non sia stata indicata ancora alcuna data per il relativo rimpasto. La crisi non mette in discussione il passaggio del provvedimento: il governo di unità - sostenuto anche dai socialisti del Pasok, maggioritari, e dai conservatori di Nea Demokratia - conta infatti 252 seggi su 300 e solo 16 appartengono al Laos. I partiti che sostengono la coalizione hanno raggiunto due gironi fa un accordo di massima su tutte le misure da adottare in cambio del piano di aiuti europeo: se Atene non riceverà 130 miliardi di euro entro il 20 marzo, data nella quale è previsto il rimborso di 14,5 miliardi di bond, rischia infatti il default.

PROTESTE IN PIAZZA - E mentre nei salotti della politica ellenica si tratta senza sosta, in strada la gente protesta. Scontri si sono verificati nel centro di Atene, dove decine di giovani con il volto coperto e con i caschi in testa hanno attaccato i poliziotti in tenuta antisommossa lanciando pietre e bombe molotov. Dalle immagini trasmesse dalle tv si vedono gli agenti che tentano di disperdere i manifestanti con i gas lacrimogeni. In Grecia, va ricordato, è in atto uno sciopero generale di 48 ore contro le nuove misure di austerità.

LA POLIZIA: "ARRESTEREMO GLI ISPETTORI UE" - Il principale sindacato di polizia greca ha minacciato di emettere un mandato di arresto per gli ispettori dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale. In una lettera il sindacato di polizia accusa gli ispettori di “ricatto” e di “aver clandestinamente abolito la democrazia e la sovranità nazionale”. Si tratta ovviamente di una minaccia puramente simbolica, perché la polizia non può emettere mandati di arresto senza l’autorizzazione di un magistrato, ma è un segnale del clima di rabbia e di frustrazione che serpeggia nel Paese.

PAPADEMOS: "NON POSSIAMO CONSENTIRE UN DEAFAULT" - Papademos ha messo le cose in chiaro: in caso di default, la Grecia rischia di cadere in un “caos incontrollato e un’esplosione sociale”.  Il premier greco ha lanciato l'allarme (che sa di monito) al termine di un Consiglio dei Ministri, aggiungendo come Atene si trovi “in un momento di responsabilità storica”.

"Non possiamo consentire" il default ed è "ovvio che chi non è d’accordo", ha detto Papademos riferendosi ai ministri del suo gabinetto, e chi non ha intenzione di "votare per il nuovo programma non può restare nel governo".

MERKEL: "SE GRECIA FALLISCE DANNI INCALCOLABILI" - Un fallimento della Grecia avrebbe “conseguenze incalcolabili”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Angela Merkel, secondo quanto riferiscono fonti presenti a un incontro con i gruppi parlamentari della Cdu/Csu.

GIU' LE BORSE - Piazze finanziarie chiudono in flessione. A Parigi il Cac 40 chiude con una flessione dell’1,51% a 3.373 punti, mentre a Francoforte il Dax lascia sul terreno l’1,41% a 6.692. In flessione anche Londra (-0,73% a 5.852) e Amsterdam (-1,55%).  Chiusura in forte ribasso anche per la piazza finanziaria di Milano con l’indice Ftse Mib che perde l’1,76% a 16.361,04 punti, mentre l’All Share cede l’1,57% a 17.348,10. In flessione anche l’indice Star che lascia sul terreno lo 0,59% a 10.539,03 punti. Wall Street ha chiuso in calo: il Dow Jones ha terminato le contrattazioni con un -0,7% a 12.808,20 punti. Il Nasdaq ha chiuso a -0,8% a quota 2.903,88.

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