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Monti all'Onu: Italia attore globale
nello scacchiere internazionale

Durante l'incontro al Palazzo di Vetro, il premier e il segretario generale Ban ki-Moon hanno parlato di LIbia, Somalia Siria

di Giampaolo Pioli e Valeria Robecco

Il premier italiano Mario Monti e il segretario generale Onu Ban ki-Moon
Il premier italiano Mario Monti e il segretario generale Onu Ban ki-Moon

NEW YORK, 10 febbraio 2012 – L’ultimo balzo a Manhattan e’ stato da Wall Street al Palazzo di Vetro. La stretta di mano con Ban ki-Moon lo ha riportato dai numeri della crescita e del debito agli impegni sugli esplosivi scenari di rischio internazionali. “Torno in Italia piu’ determinato che mai per proseguire sul piano interno l’azione sulle riforme economiche e sul piano internazionale il rafforzamento del nostro ruolo come attore globale”. Cosi’ Mario Monti ha commentato nella sede della rappresentanza italiana all’Onu la due giorni di visita negli Stati Uniti. Durante l’incontro al Palazzo di Vetro con il segretario generale delle Nazioni Unite Ban ki-Moon, il premier ha affrontato il tema delle zone calde del pianeta, dalla Somalia alla Libia fino alla Siria, che Monti ha detto essere un argomento di “vivissima preoccupazione”.

“Il tentativo di riapertura della discussione in Assemblea Generale di lunedi’ prossimo, dopo il veto di Russia e Cina sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza – ha spiegato durante la conferenza stampa - conferma l’importanza di intensificare i rapporti con le forze appoggiate dalla comunita’ internazionale”. Monti ha sottolineato che Ban ki-Moon ha riconosciuto l’importante ruolo svolto dall’Italia nelle missioni di peacekeeping, dove siamo il sesto contribuente a livello mondiale e leader dell’Unione Europea e dei paesi del G8, e durante l’incontro il segretario generale ha tenuto a ringraziare Monti per il ruolo guida svolto dal nostro paese in Libano.

Sul tavolo della discussione al Palazzo di Vetro c’e’ stato anche l’argomento l’Iran, un altro scenario preoccupante per la comunita’ internazionale. Secondo il premier e’ ancora presto per giudicare il grado di efficacia delle sanzioni contro Teheran sul programma nucleare, ma “l’Italia – ha detto Monti - e’ in linea con la politica degli Stati Uniti e degli altre nazioni alleate. “Ci sentiamo in dovere di affrontare il piu’ possibile pacificamente questa situazione – ha spiegato ancora - Anche se noi siamo piu’ colpiti di altri considerando la struttura geografica della nostra dipendedenza energetica”. Prima di fare ritorno in Italia il premier ha tenuto a sottolineare che le parole di apprezzamento pubbliche e private ricevute durante la visita americana sono andate al di la’ delle aspettative, “ma per i mercati – ha concluso – ci vuole piu’ tempo, perche’ in quel caso a parlare sono gli acquisti e gli investimenti, e non solo le parole”.


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