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Londra, parto choc: la mamma è un uomo

Cambio di sesso solo parziale: non aveva rimosso l'utero

I ginecologi inglesi: "Aumentano i transex che chiedono terapie per riattivare gli organi femminili". Il primo 'mammo' inglese aveva chiesto di tenere l'utero nonostante questo potesse portare a un maggiore rischio di tumori nei ‘transgender’

Thomas Beatie, il primo uomo-mamma
Thomas Beatie, il primo uomo-mamma

di Deborah Bonetti
LONDRA, 13 febbraio 2012 - Un uomo sulla trentina, originariamente nato donna, è riuscito a partorire nonostante l’operazione sostenuta per cambiare sesso, diventando ufficialmente il primo ‘mammo’ inglese. L’uomo, che è maschio in tutto e per tutto, aveva chiesto di tenere l’utero al tempo dell’operazione, nonostante questo potesse portare a un maggiore rischio di tumori nei ‘transgender’. Di recente, l’uomo si era rivolto alla Beaumont Society, un’associazione di supporto per i trans, per chiedere se poteva ‘riattivare’ l’utero per una gravidanza. L’associazione aveva consultato diversi esperti e si era espressa positivamente.
 

Così, dopo un trattamento di ormoni femminili per ‘riaccendere’ l’utero, l’uomo ha chiamato l’associazione per annunciare il lieto evento, avvenuto nel 2011. La portavoce della Beaumont, Joanna Darrell, ha dichiarato ieri al Sunday Times: «Ci aveva chiamato per sapere che tipo di operazioni poteva fare prima che diventasse impossibile avere un figlio. Poi ci ha annunciato che aveva avuto un bambino».

L’identità dell’uomo rimane segreta, ma la Darrell ha rivelato che il ‘mammo’ avrebbe circa 30 anni, avrebbe una relazione stabile e verrebbe dalle West Midlands. Pare che il parto sia stato un cesareo, anche se non è escluso che l’uomo possa aver partorito in modo naturale. La Darrell ha poi aggiunto che, secondo l’associazione, questo risulterebbe essere il primo caso britannico: «Per quanto ne sappiamo noi, c’è solo lui, un americano (Thomas Beatie, mammo di 3 figli, ndr) e uno spagnolo che hanno fatto questo».

 In realtà ci sono anche un altro americano e un israeliano, che ha partorito proprio a fine dicembre 2011. E pare che ci sia un incremento di richieste di terapie ormonali ‘ricostitutive’ per uomini, nati donne e poi operati, che hanno un latente desiderio di maternità. Il centro canadese Create Fertility, a Toronto, questo mese ha rivelato di aver un discreto numero di pazienti uomini, con uteri intatti, che vogliono accedere a trattamenti ormonali per avere figli.

E L’ASSOCIAZIONE di ginecologi britannica ha ammesso di aver ricevuto un numero crescente di richieste. Contrari Josephine Quintavalle, dell’associazione cristiana e pro-vita CORE e Trevor Stammers, direttore di etica medica alla St. Mary’s University di Londra: «Sarà difficile che questi bambini abbiano un’infanzia produttiva e ottimale». La famiglia Beatie, per ora, smentisce.


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