Bologna
/ Ancona
/ Ascoli
/ Cesena
/ Civitanova Marche
/ Fano
/ Fermo
/ Ferrara
/ Forli
/ Imola
/ Macerata
/ Modena
/ Pesaro
/ Ravenna
/ Reggio Emilia
/ Rimini
/ Rovigo
Il commissario Onu per i diritti umani: "Attacchi indiscriminati in aree civili": All’idea di una forza di pace hanno dato esplicito appoggio Ue, Gran Bretagna e Italia. Ma una soluzione pare ancora lontana
Roma, 13 febbraio 2012 - In Siria Assad non molla. Sembra non essere servita a nulla la presa di posizione della Lega Araba, che ieri si è schierata con l'opposizione chiedendo fra l'altro l'invio di caschi blu dell'Onu nel Paese.
Dall’alba le truppe siriane hanno ripreso il bombardamento di Homs e martellato altre roccheforti dell’opposizione. L’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Navi Pillay, ha detto oggi che l'esercito siriano sta conducendo "attacchi indiscriminati in aree civili", aggiungendo che la crisi umanitaria in Siria peggiora ogni giorno e che i morti sono stati oltre 5.400, ma da due mesi non è più possibile contarli.
IL QUADRO POLITICO - Nella notte Assad aveva dichiarato di rifiutare “categoricamente” le decisioni della Lega. All’idea di una forza di pace hanno dato invece esplicito appoggio Ue, Gran Bretagna (ma con la sottolineatura che le truppe non dovranno essere di Paesi occidentali) e Italia. Quest’ultima con il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha auspicato che “possa convergere alle Nazioni Unite il più ampio consenso possibile della comunità internazionale” sulla strategia per fermare il conflitto.
La Russia, però, ha già messo i paletti: prima dell’invio di una missione Onu-Lega araba in Siria, ha fatto sapere il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, c’e’ bisognodi un accordo sul cessate il fuoco tra le parti. Cautela è stata espressa anche dalla Cina.
SOLUZIONE LONTANA - Le prospettive di una soluzione a breve termine della crisi siriana continuano ad essere molto labili. Il 24 febbraio si riunirà per la prima volta a Tunisi il gruppo internazionale degli Amici della Siria, in attesa che il 27 l’Ue vari una nuova ronda di sanzioni contro Damasco (che dovrebbe comprendere misure contro la Banca centrale siriana e lo stop al commercio di oro, fosfati e metalli preziosi).
In serata si riunisce l’Assemblea Generale dell’Onu per affrontare di nuovo la crisi e ascoltare l’Alto Commissario per i Diritti Umani, Navi Pillay, che illustrerà ai 193 Stati membri gli ultimi sviluppi sul terreno. Ma intanto la Siria sta lentamente scivolando in una guerra civile che rischia di incendiare l’intera regione e la caduta di Assad resta lontana.