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Marò, l'India decide fra tre giorni

Giallo sulle foto dell'abbordaggio

Scortati in tribunale tra le urla della folla: "Italiani mascalzoni". Il comandante Vitelli attirato nel porto di Kochi con un inganno, facendogli credere che avrebbe dovuto riconoscere il peschereccio dell'arrembaggio

di Lorenzo Bianchi
 

Massimiliano Latorre, 45 anni, e Salvatore Girone, 34, accompagnati in tribunale (AFP)
Massimiliano Latorre, 45 anni, e Salvatore Girone, 34, accompagnati in tribunale (AFP)

KOCHI (INDIA), 21 febbraio 2012 - FRA TRE GIORNIsi deciderà la sorte dei marò italiani fermati dalla polizia indiana per l’omicidio di due pescatori al largo della costa del Kerala, nell’India sudoccidentale. Il giudice K. P. Joy li ha sentiti per due ore nella sua abitazione e ha deciso una proroga del fermo di 72 ore. Massimiliano Latorre, 45 anni, e Salvatore Girone, 34, erano usciti dalla Guest House del Circolo ufficiali della polizia di Kochi nel primo pomeriggio indiano (la tarda mattinata in Italia) accompagnati dal console a Mumbai Giampaolo Cutillo e dall’addetto militare a Nuova Delhi, il contrammiraglio Franco Favre. In mattinata i reporter li avevano intravisti in maglietta. Per l’appuntamento con il magistrato avevano indossato le tute mimetiche e si erano dotati di zaini militari. Gli agenti della polizia si sono schierati in due file. Nel corridoio libero sono passate due auto dirette a sud. Il giudice aspettava il comandante della petroliera «Enrica Lexie» Umberto Vitelli e i due fucilieri della Marina nella sua casa di Karunagapally. Il tribunale era chiuso: ieri ricorreva la festa nazionale ‘Shivaratri’, dedicata al dio Shiva. Un centinaio di persone avevano organizzato una manifestazione di protesta molto rumorosa. Nafso, il sito di solidarietà ai pescatori indiani, ha finalmente pubblicato i nomi giusti dei due scomparsi. Si chiamavano Valentine Jalastine, 45 anni, del Kerala, e Ajeesh Pinku, 25 anni, del Tamil Nadu. La loro nave, il Saint Anthony, era specializzata nella caccia agli squali.

I DIMOSTRANTI hanno urlato «Italiani mascalzoni» e «dateci il colpevoli». Pare che le associazioni di categoria siano imbufalite per il trattamento da ‘vip’ accordato ai due marines italiani. Latorre e Girone sarebbero stati visti mentre si trastullavano con i cellulari e fumavano davanti ai poliziotti indiani. La piccola folla, pochi pescatori e molti militanti di partiti politici, è stata allontanata di qualche centinaio di metri. Le domande di Joy e le risposte sono state tradotte da un sacerdote cattolico. Davanti al giudice sono comparsi anche il proprietario dell’imbarcazione e alcuni sopravvissuti. La custodia, ha deciso Joy, potrà essere estesa per 11 giorni, dopo i primi tre. La difesa dei marò, che fra tre giorni torneranno davanti a Joy, presenterà ricorso all’Alta Corte del Kerala. Prima di essere trasferito alla casa del magistrato, Latorre aveva telefonato alla moglie e al cognato Giovanni Ancona. «Oggi — ha detto a Telenorba il congiunto — l’ho sentito attorno alle 11. Ha detto che sta bene e che lo stanno trattando bene». I poliziotti indiani gli avevano lasciato il telefonino. Ad Ancona il marò avrebbe manifestato la sensazione che l’arresto suo e di Girone facessero parte di un «progetto».

IL MINISTRO della Giustizia Paola Severino ha annotato che la «prova sullo svolgimento dei fatti ancora non c’è stata». Il comandante Vitelli sarebbe stato attirato nel porto di Kochi con un vero e proprio inganno, facendogli credere che nello scalo marittimo avrebbe dovuto riconoscere il peschereccio «con armi a bordo» che aveva tentato l’arrembaggio della sua nave. Le tre foto della barca che si sarebbe avvicinata alla ‘Enrica Lexie’ scattate da Latorre, il capo del nucleo di scorta alla petroliera, sono leggermente sfocate, ma non collimerebbero con la sagoma e con i colori del Saint Anthony. Una fonte che chiede di non essere citata sussurra l’informazione che le due vittime potrebbero essere state uccise per errore dalla polizia costiera del Kerala, un infortunio inammissibile alla vigilia di una importante elezione suppletiva che si giocherà sul filo di pochi voti fra il Partito del Congresso e la locale opposizione marxista. Alle 21,50, circa 5 ore dopo la Enrica Lexie, il mercantile greco Olimpic Flair, quasi uguale alla petroliera, ha subito un tentativo di assalto che è stato taciuto alla stampa, benché alcuni pescatori avessero riferito di essere stati colpiti a due miglia da Kochi.

 

di Lorenzo Bianchi
 


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