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India, l’Alta Corte ammette il ricorso dell’Italia

Prolungato il fermo dei marò, niente carcere

Il sottosegretario De Mistura: "Ho visto il maresciallo Latorre e il sergente Girone, stanno affrontando la situazione con la dignità che hanno finora dimostrato"

I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Ansa)
I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Ansa)

New Delhi, 23 febbraio 2012 -  L’Alta Corte del Kerala, in India, ha ammesso il ricorso presentato dall’Italia per l’annullamento del procedimento intentato contro i due marò, accusati di aver ucciso due pescatori indiani il 15 febbraio. I giudici, come riferiscono i media indiani, hanno inoltre chiesto al governo centrale e a quello del Kerala di presentare delle contro-memorie alla petizione italiana.

Nel ricorso, la difesa dei marò chiede l’annullamento del cosiddetto First Information Report, il rapporto di polizia su cui si basa l’apertura delle indagini in base alla legge indiana. Gli avvocati dei fucilieri del San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, contestano il difetto di giurisdizione indiana, essendo l’incidente avvenuto in acque internazionali, come confermato dalle registrazioni satellitari.

Proprio su questo punto ha fatto leva, davanti all’Alta Corte, il legale Sunil Dutt, che difende i marò. Quando il giudice, P. S. Gopinathan, ha chiesto al console italiano, Giampaolo Cutillo, perché l’Italia non stesse collaborando alle indagini, questi ha risposto che la polizia del Kerala non è competente sulla vicenda. Il procuratore, T. Asaf Ali, ha invece domandato, ottenendolo, alla corte di prolungare i termini di custodia dei militari italiani, per agevolare la prosecuzione dell’inchiesta. Ali ha definito l’uccisione dei due indiani “un brutale omicidio” e ha precisato che le armi usate dai militari italiani devono ancora essere prelevate dalla petroliera Enrica Lexie.

PROLUNGATO IL FERMO DEI MARO', MA NIENTE CARCERE - Niente carcere per ora. La Magistratura di Kollam ha deciso oggi di affidare per altri sette giorni la custodia alla polizia (‘police custody’), dei due marò italiani.

DE MISTURA INCONTRA I MARO' - Il sottosegretario agli Esteri, Staffan de Mistura, ha incontrato stamane nel circolo ufficiali della polizia di Kochi i due marò del San Marzo rimasti coinvolti nell’uccisione di due pescatori indiani: ha visitato i due militari e ha portato loro la solidarietà del governo italiano. Ma intanto è ancora stallo tra Italia e India.

L’incontro tra il diplomatico italiano e il ‘chief minister’ del Kerala, Oommen Chandy, avvenuto nella notte si è concluso con un nulla di fatto. Chandy, secondo la stampa indiana, ha detto a De Mistura che “non c’è spazio per la diplomazia”; e al termine dei colloqui, riferendo ai reporter il suo punto di vista, ha aggiunto che i due pescatori sono stati uccisi “in un modo brutale” e che comunque l’India “non ha discusso” la questione del risarcimento. Staffan de Mistura -ha continuato Chandy- vorrebbe incontrare anche le famiglie dei pescatori uccisi, ma gli è stato detto che la situazione non è “propizia”.

‘’Ho visto il maresciallo Latorre e il sergente Girone - ha affermato De Mistura aggiungendo che stanno affrontando la situazione ‘’con la dignità che hanno finora dimostrato’’.

In merito ai tentativi diplomatici del governo italiano, ha precisato che ‘’oggi sarà una giornata delicata’’ e che ‘’aspettiamo di vedere come procede l’aspetto legale della vicenda, visto che l’ingranaggio giudiziario è iniziato’’.

De Mistura non ha poi confermato la sua intenzione di incontrare le famiglie dei due pescatori uccisi. ‘’E’ un elemento che valuteremo’’ ha concluso.

’Uno dei punti chiave della vicenda sarà l’esame balistico sulle armi usate’’ e a questo proposito ‘’speriamo che sia realizzato in maniera che anche l’Italia abbia accesso alla verifica e che i risultati possano essere ben compresi’’. La polizia indiana intende infatti effettuare una perquisizione a bordo della petroliera ‘Enrica Lexie’ con l’intenzione di sequestrare le armi dei militari.

Il numero due della Farnesina ha detto inoltre che l’Italia manterrà la sua posizione sulla giurisdizione nella acque internazionali e che l’incidente è avvenuto a 22,5 miglia nautiche dalla costa.

In risposta a una domanda di una giornalista indiana sull’ipotesi di un risarcimento alle famiglie dei pescatori, De Mistura ha risposto che ‘’capiamo il loro dolore e le loro difficolta’’ e ‘’pensiamo che meritino assistenza’’.

TERZI: VOGLIAMO RIPORTARLI A A CASA AL PIU' PRESTO - “L’obiettivo urgente è riportare i militari italiani alle loro famiglie”. A sottolinearlo è stato il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, a proposito della vicenda dei due marò fermati in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori. “Ho parlato ieri con i genitori di uno dei due soldati. Li ho rassicurati sull’assoluta determinazione del governo e mia personale per risolvere con rapidità questo caso”, ha affermato il titolare della Farnesina in un’intervista ad Avvenire. “Martedi’ andrò a New Delhi per un invito giunto dal governo nelle scorse settimane. Ma se la questione non sarà risolta sarà anche questo argomento dei colloqui”, ha spiegato Terzi, ribadendo che “la tutela dei nostri militari all’estero e di tutti i connazionali all’estero è una priorità assoluta”. “Abbiamo attivato tutti i canali per lavorare pragmaticamente a una soluzione”, ha assicurato il ministro, che ha già inviato in India il sottosegretario Staffan De Mistura.

MONTI: IL GOVERNO E' VICINO AI MARO' - “Il governo è impegnato in tutte le sue articolazioni e in ogni minuto per consentire ai due fucilieri della Marina militare a Kerala di sentire la vicinanza della Repubblica italiana”: è quanto ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti durante il suo intervento all’inaugurazione del nuovo anno accademico alla Scuola ufficiale dei Carabinieri a Roma.


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