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Iran, gli ispettori Aiea potranno visitare Parchin

Netanyahu all'Aipac: "Israele non può aspettare a lungo"

Teheran permetterà agli ispettori dell’Aiea di accedere al complesso militare di Parchin. "L’accesso comporta una procedura molto complessa". Intanto il premier israeliano minimizza le differenze con Obama e rilancia: "Ha chiaramente detto che tutte le opzioni sono sul tavolo"

L'impianto nucleare iraniano di Bushehr (Ansa)
L'impianto nucleare iraniano di Bushehr (Ansa)
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Teheran, 6 marzo 2012 - L’Iran ha fatto sapere che permetterà agli ispettori dell’Aiea di accedere al complesso militare di Parchin. “Parchin è un sito militare e l’accesso comporta una procedura molto complessa. Perciò le visite non possono essere consentite con frequenza. Ma ancora una volta consentiremo all’Aiea di visitarlo”, si legge in un comunicato dell’ufficio di rappresentanza dell’Iran presso l’Aiea, a Vienna. A riferirlo è l’agenzia Isna.

Proprio ieri il direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Yukiya Amano, aveva affermato di ritenere possibile che nel sito di Parkin siano in corso attività nucleari.

NETANYAHU: NON POSSIAMO ASPETTARE A LUNGO - Israele non può “aspettare più a lungo” e il popolo israeliano non vivrà “con la paura di essere annientato” dall’Iran . E’ quanto ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando davanti alla lobby filo-israeliana American Israel Public Affairs Committee (Aipac), poco dopo il suo incontro con il Presidente americano Barack Obama. Oggi Netanyahu incontrerà il Segretario di Stato Hillary Clinton e i leader del Congresso.

“Sfortunatamente il programma nucleare iraniano ha continuato ad andare avanti - ha detto il premier ai circa 13.000 presenti - Israele ha aspettato che la diplomazia facesse il suo lavoro, abbiamo aspettato che le sanzioni funzionassero. Nessuno di noi può permettersi di aspettare più a lungo. Come premier israeliano non permetterò mai che il mio popolo viva con la paura di essere annientato”.

Nel suo intervento ha quindi cercato di minimizzare le differenze con Obama: “Ha chiaramente detto che tutte le opzioni sono sul tavolo e che la politica americana non è di contenimento. Israele ha esattamente la stessa politica”.

Nel suo intervento, il premier ha quindi rivolto un saluto al Congresso americano, sottolineando come oltre la metà degli eletti Usa fossero seduti ad ascoltarlo.


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