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India, due turisti italiani rapiti dai maoisti

La tv: "Chiesto un riscatto". Verifiche della Farnesina

Il rilascio degli ostaggi dipenderebbe dalle risposte che si daranno alle richieste, tra le quali lo stop all'offensiva delle forze governative contro i ribelli. Altri 9 italiani sono ostaggio di bande armate in tutto il mondo

Operazione delle forze paramilitari indiane (foto Afp)
Operazione delle forze paramilitari indiane (foto Afp)

New Delhi, 17 marzo 2012 - Due turisti italiani sono stati rapiti da un gruppo maoista nello stato indiano dell’Orissa a Kandhmal mentre facevano foto di donne locali presso un fiume. Lo riferisce la tv indiana Ndtv. Verifiche in corso della Farnesina. Il rilascio degli ostaggi, secondo le fonti della tv, dipende dalle risposte che si daranno alle richieste dei sequestratori.

Il gruppo maoista che li avrebbe rapiti, prosegue la tv, avrebbe avanzato tra le richieste quella del rilascio dei prigionieri politici e lo stop all’operazione Greenhunt, offensiva delle truppe governative contro di loro. E' la prima volta che i maoisti sequestrano turisti stranieri.

I RIBELLI MAOISTI NAXALITI - Il termine deriva dal villaggio di Naxalbari, nello Stato del Bengala Occidentale, dove nel maggio del 1967 scoppiò una rivolta di contadini poverissimi contro i latifondisti locali. Diffusi soprattutto negli Stati indiani dell’Andra Pradesh, dell’Orissa e del Chhattisgarh, i Naxaliti sono accreditati di un esercito di circa 10-15 000 uomini riuniti nel People’s Liberation Guerrilla Army, espressione militare del Partito comunista indiano (Maoista) il cui leader è Muppala Lakshman Rao, detto Ganapathi.

Negli ultimi anni, dopo essersi macchaiti di sanguinosa attentati, hanno preso a finanziarsi ricorrendo ai rapimenti. I Naxaliti si ispirano alle teorie di Mao Zedong sulla rivoluzione rurale e sulla Lunga Marcia dalle campagne verso la capitale e riconoscono come loro fondatore il leader comunista Charu Mazumdar, morto in un carcere indiano nel 1972. Dopo il suo ultimo congresso clandestino, il partito maoista ha sancito la leadership di Muppala Lakshman Rao.

ALTRI 9 ITALIANI NELLE MANI DEI RAPITORI - Sono nove gli italiani ancora ostaggio di bande armate in tutto il mondo. Tra loro c’è Rossella Urru, la cooperante rapita nel sud dell’Algeria in ottobre e scomparsa tra le dune del Sahara: nei giorni scorsi si era diffusa la notizia, poi smentita, di una sua liberazione. Nella stessa zona del sequestro Urru, è stata catturata a febbraio 2011 anche la turista fiorentina Maria Sandra Mariani, 53 anni. E’ l’ostaggio da più tempo nelle mani dei rapitori. I sequestratori fanno capo probabilmente ad Al Qaida per il Maghreb islamico (Aqmi), la rete integralista che controlla l’immensa fascia desertica che va dall’Algeria alla Mauritania, dal Mali al Niger, al Ciad fino al Sudan.

Lo scorso 19 gennaio il cooperante siciliano Giovanni Lo Porto viene catturato con un collega tedesco in Pakistan nella località di Multan (Punjab). Sarebbe nelle mani del gruppo talebano Tehrik-e-Taliban Pakistan, capeggiato da Hakimullah Mehsud. Sono sempre prigionieri dei pirati poi, i sei italiani della nave 'Enrico Ievoli' sequestrata il 27 dicembre scorso al largo delle coste dell’Oman e che sarebbe alla fonda al largo delle coste somale. Si è concluso invece in maniera tragica il sequestro di Franco Lamolinara, ingegnere di 48 anni originario di Gattinara (Vercelli), rapito il 12 maggio scorso nel nord della Nigeria, al confine con il Niger e poi ucciso il giorno del blitz, il 9 marzo scorso.


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