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Dall'incontro di cigni stanziali con le ali tarpate dall'uomo e cigni migratori amanti della fedeltà di coppia, uno straordinario racconto di modificazione ambientale. L'Adriatico nuovo e credibile set di questa storia speciale
Trieste, 18 marzo 2012 - Oltre 26 cigni reali sono stati avvistati nel golfo di Trieste dalla Capitaneria di porto. Questi uccelli acquatici dalle piume bianche arrivano dalle vicine foci del Timavo in caccia di cibo, alghe e piante acquatiche. ''Se fino a 10 anni fa era abbastanza eccezionale vedere cigni nel golfo, e 50 anni fa era eccezionale, ora è diventato normale e lo sarà sempre di più'', spiega Nicola Bressi, zoologo,direttore dei Civici Musei Scientifici di Trieste. E sì, perché una parte dei cigni reali è diventata stanziale e non parte più per nidificare e quindi riprodursi nel Nord Europa, al di là delle Alpi. Nel passato, invece, i cigni comparivano soprattutto nel Nord Italia solo per passare gli inverni, specialmente quelli più freddi. Ora cigni stanziali e migratori si fidanzano, si accoppiano e, siccome sono fedeli, restano assieme, aumentando le colonie locali.
LE RAGIONI - Bressi racconta come e perché le abitudini dei cigni siano cambiate. ''Sono accadute tre cose contemporaneamente'', elenca. La prima è la rivoluzione industriale che ha causato la diminuzione di tutti gli uccelli acquatici sia a causa dell'inquinamento dei corsi d'acqua sia della caccia, fattori che hanno avuto un picco negli anni Sessanta. La seconda è che il cigno è stato sempre più allevato nei giardini pubblici per la sua bellezza e per non farlo volare via gli venivano tarpate le ali in modo più o meno cruento. La terza è che si è iniziato a collocare i cigni nelle zone umide quale simbolo di rinnovato rispetto per l'ambiente. Poi, è accaduto che alcuni di questi cigni con le ali tagliate siano riusciti lo stesso scappare, evadendo dalle reti di recinzione, e hanno iniziato a nidificare in Italia, non perché gli piacesse, ma perché senza alternative.
INNAMORATI - Questi cigni reali costretti a diventare stanziali spesso si sono accoppiati e continuano ad accoppiarsi con quelli rimasti migratori. Ma siccome i cigni fanno coppia fissa più o meno per tutta la vita, ecco che se un cigno migratore si fidanza con uno stanziale, poi resta qui con la sua dolce metà e con la nidiata.
INTERVENTO - In poche parole, l'uomo ha cambiato le abitudini della specie. ''Abbiamo trasformato un uccello nordeuropeo selvatico e migratore - spiega lo zoologo - prima in un uccello semi domestico e poi in un uccello di nuovo selvatico, però stanziale e mediterraneo. E non c'è nulla di strano che ora i cigni stiano anche in mare, perché tollerano bene l'acqua salata''.
LA MAPPA - In Friuli Venezia Giulia, conferma Bressi, ci sono colonie di cigni in tante zone palustri, dalle foci dell'Isonzo a quelle del Timavo, dalla laguna di Grado e Marano alla foce del Rio Ospo, a una manciata di km da Trieste. E basta fare ancora pochi km in terra slovena e si arriva alla riserva naturale di Val Stagnon, vicino Capodistria, dove nidificano altri cigni. Piano piano, i cigni stanno colonizzando tutto il territorio costiero.
GLI STRANIERI - Quello che invece è più strano è che ora in Italia nidificano anche cigni neri australiani fuggiti dagli zoo, che non si comportano tutti come i cugini reali. Spiega Bressi: "Alcuni esemplari di cigno nero si sono ben adattati in Italia e si comportano come i cigni bianchi. Altri sono rimasti con l'orologio biologico al continente australe e nidificano nella loro primavera, che cade a ottobre-novembre. Quindi accade di vedere piccoli cigni neri a Natale''.
HABITAT - Non solo. Secondo l'esperto, di cigni nei nostri fiumi e nei nostri mari ne vedremo sempre di più, perché nell'Adriatico - e più in generale nel Mediterraneo - questi pennuti stanno benone. E a nessuno viene in mente di dargli la caccia.