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Italiani rapiti in India, i maoisti alzano il tiro

Terzi al collega indiano: "Priorità sia incolumità ostaggi"

Ii tre leader gueriglieri di cui è stato chiesto il rilascio alle autorità dell'Orissa sono Gana-nath Patra, Subha-shree Panda e Ashutosh Soren. L'ostaggio rilasciato: "Paolo Bosusco e Claudio Colangelo sono spaventati ma stanno bene"

Claudio Colangelo e Paolo Bosusco (Olycom)
Claudio Colangelo e Paolo Bosusco (Olycom)

Roma, 19 marzo 2012 - Trattativa a tutto campo e sempre più complessa per la liberazione dei due italiani, Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, rapiti nello stato di Orissa in India. I ribelli maoisti hanno prorogato a domani sera l'ultimatum scaduto ieri e hanno scelto tre mediatori per trattare con il governo indiano il rilascio degli ostaggi. I ribelli naxaliti hanno anche lanciato un cessate il fuoco unilaterale nella regione indiana. I tre mediatori invece sono Dandapani Mohanty, Narayan Sanyal, membro del Politburo maoista oggi in carcere a Giridih e Biswapriya Kanungo. "Siamo stati nominati per mediare il rilascio dei due ostaggi italiani", ha confermato Mohanty, che era già stato negoziatore in un precedente sequestro.

CONDIZIONI IRRINUNCIABILI - Iniziate con un 'cahier' in 13 punti, consegnato tra l'altro nero su bianco stamane al chief minister dell'Orissa, Naveen Patnaik, i maoisti hanno alzato il tiro in giornata e chiesto di stabilire un immediato divieto di ingresso per turisti e stranieri nella zone tribali, oltre al rilascio dei tre leader del movimento Gana-nath Patra, Subha-shree Panda e Ashutosh Soren, condizione necessaria per avviare la trattativa.
 

Mentre le autorità dello Stato di Orissa hanno assicurato di aver intensificato gli sforzi per il rilascio dei due ostaggi, la diplomazia italiana e' in fermento. Una situazione "complessa", come l'ha definita il responsabile dell'Unità di crisi della Farnesina, Claudio Taffuri, in un'intervista a SkyTg24, sottolineando che i rappresentanti italiani stanno lavorando in strettissimo contatto con le autorità indiane.
 

DIPLOMAZIA IN AZIONE - Sul posto da diverse ore e' al lavoro il console generale italiano, Joel Melchiori, che si è detto "fiducioso" in un esito positivo della vicenda. La crisi ha già costretto il governo a sospendere le operazioni di repressione della guerriglia e i maoisti, per portare avanti il nàoziato, stanno facendo pressione sul governo perché venga aperta una zona di transito 'safe' per i guerriglieri.

NO AI BLITZ - Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha avuto una lunga conversazione telefonica con il collega indiano, S.M. Krishna che lo ha aggiornato il titolare sugli ultimi sviluppi, confermando il massimo impegno delle autorità indiane, a livello federale e statale, per una positiva soluzione del caso. Al riguardo Terzi ha sottolineato al collega di New Delhi l'assoluta necessità che ogni iniziativa assunta da parte indiana abbia come obiettivo prioritario anzitutto la tutela della sicurezza e dell'incolumità dei due cittadini italiani.

RABBIA TRIBALE - I guerriglieri - che hanno fermato i due italiani mentre fotografavano donne che facevano il bagno in un fiume - accusano i turisti di trattare le popolazioni locali "come scimmie"; e nell'elenco di richieste presentate al governo per il rilascio dei due ostaggi, il tour operator Bosusco viene accusato di sfruttare le ricchezze della zona per il proprio tornaconto.
 

BUONE CONDIZIONI - Bosusco e Colangelo sono “spaventati ma stanno bene” ha intanto fatto sapere uno dei due indiani presi in ostaggio con loro, il 28enne Santosh Maharana, che poi è stato rilasciato insieme al suo connazionale. “I maoisti ci hanno trattato bene: non ci hanno picchiato e ci hanno anche dato cibo da mangiare”, è stata la dichiarazione alla stampa. La situazione resta intricata, ma si può sperare.

 


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