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Tolosa, morto il killer. "Ucciso da proiettile in testa"

Gruppo legato ad Al Qaeda rivendica la strage

L’uomo di origine algerina ha opposto un’accanita resistenza alle teste di cuoio che avevano fatto irruzione nell’appartamento dove si era barricato per catturarlo. Sarkozy: "Fatto di tutto per prenderlo vivo"

Teste di cuoio francesi in azione a Tolosa (Afp)
Teste di cuoio francesi in azione a Tolosa (Afp)

TOLOSA, 22 marzo 2012 - Dopo oltre trenta ore di assedio e una fittissima sparatoria finale, alla fine il killer di Tolosa è stato ucciso dalla polizia, che contro di lui ha esploso colpi di arma da fuoco e raffiche per ore. Non si è potuto esaudire quindi il desiderio di Nicolas Sarkozy, che aveva personalmente insistito per la cattura del killer da vivo, per poterlo assicurare alla giustizia.

Mohamed Merah, quasi certamente responsabile dell’omicidio di sette persone, aveva più volte dichiarato che non si sarebbe ucciso ma che sarebbe morto con le armi in mano, da eroe, e che il suo unico rammarico era il fatto di non aver potuto uccidere più persone nei due blitz alla scuola ebraica e alla caserma.

E spuntano nuovi dettagli sia sul personaggio, sia su come è morto. Mohammed Merah avrebbe avuto, secondo il procuratore di Parigi, Francois Molins, "un comportamento violento con i compagni e ha tentato il suicidio" durante i soggiorni in carcere.

Sempre Molins ha precisato che Merah è morto colpito dal fuoco di risposta degli uomini del Raid, che lo hanno raggiunto con un proiettile alla testa per difendersi dall'ennesima esplosione di colpi da parte dell'uomo. Inoltre il killer ha filmato le stragi commesse a Tolosa e Montauban con la sua telecamera. Secondo quanto riferito dal procuratore, sarebbe stato lo stesso Merah a rivelare "’spontaneamente"’ dove si trovava la borsa in cui aveva nascosto la telecamera che gli era servita a filmare le tre stragi dell’11, del 15 e del 19 marzo. Così come aveva fornito elementi sul luogo esatto in cui ritrovare l’automobile piena di armi e lo scooter.

BLITZ SANGUINOSO - L'assalto finale è costato il ferimento di tre agenti delle teste di cuoio secondo quanto hanno riferito fonti riservate vicine agli inquirenti. Uno dei poliziotti colpiti versa in gravi condizioni.

L’uomo di origine algerina ha opposto un’accanita resistenza alle teste di cuoio che avevano fatto irruzione nell’appartamento dove si era barricato per catturarlo: così si spiegano le raffiche e i colpi di arma da fuoco che a lungo sono risuonati dall’interno.

Fonti della polizia hanno parlato di oltre trecento colpi sparati nel corso dello scontro a fuoco. L’incursione era iniziata alle 11.10: gli agenti erano entrati nell’appartamento - dove ieri notte era stata aperta una breccia nel muro - procedendo "con estrema cautela" per timore che potessero esservi delle trappole esplosive; non vi era inoltre alcuna certezza sulla sorte di Merah, con il quale la polizia aveva perso ogni contatto da ieri sera e che non aveva reagito in alcun modo alle esplosioni notturne.

IL VOLO DALLA FINESTRA - Il killer di Tolosa è deceduto dopo essersi lanciato da una finestra del suo appartamento mentre continuava a sparare contro le teste di cuoio che avevano fatto irruzione, ha riferito il ministro dell’Interno, francese Claude Gueant. Mohammed Merah è stato ritrovato morto al suolo. Si era nascosto nel bagno e quando la porta é stata aperta dai poliziotti ha risposto "con estrema violenza". L’uomo è poi saltato dalla finestra con un’arma continuando a sparare.

SARKOZY -  "I nostri compatrioti musulmani non hanno nulla che vedere con questa vicenda, non bisogna generalizzare": il presidente francese Nicolas Sarkozy ha commentato l'operazione delle forze speciali che ha portato alla morte di Mohamed Merah, barricato da ieri nel suo appartamento di Tolosa. Il presidente ha ricordato le vittime e ha ringraziato le forze dell'ordine e la magistratura: "E' stato fatto tutto il possibile perché l'assassino venisse consegnato alla giustizia, ma non era pensabile mettere a rischio delle vite per questo".

Sarkozy - che ha sottolineato come sia in corso un'inchiesta per accertare se Merah avesse dei complici - ha ribadito che "la Repubblica deve essere implacabile nella difesa dei suoi valori, non tollererà che sul suo territorio esistano dei condizionamenti ideologici". Chiunque frequenti regolarmente i siti internet in cui si faccia apologia di terrorismo o che incitino a all'odio sarà perseguito penalmente, così come coloro che si rechino all'estero per frequentare dei corsi di indottrinamento legati al terrorismo, ha concluso Sarkozy: "Ho chiesto al Ministero della Giustizia di valutare la propagazione di queste ideologie nelle carceri, che non devono diventare terreno di indottrinamento". 


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