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Chandy ha in particolare dichiarato: "La nostra posizione è molto chiara, molto aperta. I due militari italiani hanno commesso un reato che cade sotto gli effetti della legge indiana e devono quindi affrontare questo processo"
Roma, 30 marzo 2012 - Doccia fredda dall'india dopo tanta attesa e lavorio diplomatico sulla sorte di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due mmarò italiani arrestati in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori scambiandoli per pirati.
Il ‘chief minister’ dello Stato indiano del Kerala, Oommen Chandy, ha escluso oggi che i due maro’ italiani possano essere trasferiti in Italia per essere processati. Lo scrive l’agenzia di stampa statale indiana Pti.
Chandy ha in particolare dichiarato: "La nostra posizione è molto chiara, molto aperta. (...) I due militari italiani hanno commesso un reato che cade sotto gli effetti della legge indiana (...) e devono quindi affrontare questo processo".
Le dichiarazioni arrivano due giorni dopo la visita del ministro della Difesa italiano Giampaolo di Paola e mentre il sottosegretario agli Esteri italiano, Staffan de Mistura, sta giungendo a New Delhi per tentare ancora una volta di sbloccare la vicenda che coinvolge Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
"La giustizia indiana - sottolinea ancora Chandy - è molto equa, molto aperta e molto indipendente" e gli imputati possono far valere le loro ragioni. Il capo del governo del Kerala ha infine detto che l’Italia è un paese amico e che le relazioni diplomatiche debbono continuare a svilupparsi in un clima positivo.