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"Al Qaeda tornerà presto a New York"

Spunta una immagine-minaccia sul web

Il capo della polizia: "Stiamo indagando rapidamente per determinare le origini di questo messaggio minaccioso e inquietante" dall'inviato Giampaolo Pioli

"Al Qaeda tornerà presto a New York", l'immagine sul web (foto Ansa)
"Al Qaeda tornerà presto a New York", l'immagine sul web (foto Ansa)

Dall’inviato Giampaolo Pioli

New York, 4 aprile 2012 - Davanti ai grattacieli di Manhattan illuminati la scritta dice: "Al Qaeda tornerà presto a New York…". E’ diffusa in tutti i siti internet collegati in qualche modo col movimento terrorista. Potrebbe essere solo una provocazione da parte di un estremista egiziano, ma la polizia e l’FBI nella Grande Mela hanno preso il caso molto seriamente.

Immediatamente è tornato lo spettro di un nuovo attacco devastante come quello alle torri gemelle perché i siti, in alcuni casi spenti da mesi si sono riattivati e questo potrebbe essere una sorta di segnale per le cellule di Al Qaeda in sonno che è tornato il tempo di agire. "Abbiamo fatto una serie di analisi -dice il capo della polizia Kelly -. Stiamo indagando rapidamente per determinare le origini di questo messaggio minaccioso e inquietante…Siamo arrivati alla conclusione che dietro l’immagine mandata in rete non c’è un americano ma potrebbe essere stata pubblicata da un cittadino egiziano che usa regolarmente il web per la sua propaganda terroristica".

A molti è subito venuto in mete il messaggio che il capo dell’FBI Robert Mueller aveva lanciato qualche mese fa al Congresso dicendo: "La presenza di Al Qaeda sul Web si è molto rafforzata negli ultimi 10 anni ed è diventata dannosa come la presenza fisica perché gli estremisti la usano per incitare la gente a compiere atti di terrorismo. Al momento non esiste una minaccia specifica per New York ma tutti i segnali vengono esaminati molto attentamente".

Il sindaco Bloomberg e il capo della polizia hanno fatto sapere che nonostante la minaccia della foto coi grattacieli e il monito "torneremo presto" non è stato alzato il livello di allarme fino a quando non sarà stata accertata con precisione sia l’origine che l’autenticità del messaggio. Chi attribuiva ad un cyber attacco del Pentagono o dell’intelligence l’oscuramento dei siti terroristici negli ultimi mesi si erano bloccati o erano stati spenti, le autorità americane precisano di non avere nulla a che vedere col Blackout dei siti. Ma questo non è stato spiegato con abbondanza di dettagli e il fatto che in molti paesi a partire dalla Cina si cerchi con sempre più aggressività di infilare chiavi speciali per il controllo della rete, rende il terreno della guerra cibernetica senza dubbio culturalmente affascinante ma anche politicamente pericoloso.


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