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Il Fondo monetario vede nero

"Ma l’Italia è sulla buona strada"

Eurozona in ripresa nella seconda metà dell’anno. Su le Borse. La disoccupazione aumenterà al 9,5% nel 2012 e al 9,7% nel 2013

di Elena Comelli

Il presidente della Bce, Mario Draghi (Afp)
Il presidente della Bce, Mario Draghi (Afp)

Milano, 18 aprile 2012 - DOCCIA fredda sull’Italia dal Fondo Monetario Internazionale: non raggiungerà il pareggio di bilancio almeno fino al 2017 e sarà l’unico Paese industrializzato in recessione anche nel 2013, contrariamente a quanto prevede il governo Monti. L’istituto di Washington stima una contrazione del Pil dell’1,9% quest’anno e dello 0,3% nel 2013 e sottolinea come si tratti dell’unica tra le grandi economie a registrare un calo del Pil nel 2013. Nel World Economic Outlook si prevede per l’Italia, assieme alla Spagna, una recessione «più profonda» rispetto agli altri Paesi europei, ma si correggono in meglio le stime di tre mesi fa, quando Washington aveva previsto un calo del 2,2% del Pil per quest’anno e dello 0,6% l’anno prossimo. Il rapporto deficit-Pil italiano, secondo il Fmi, passerà dal 2,4% del 2012 all’1,5% nel 2013, per arrivare poi gradualmente quasi al pareggio (1,1%) nel 2017. Il debito sarà pari al 123,4% quest’anno e al 123,8% il prossimo. Carlo Cottarelli, respondabile del Fiscal Monitor del Fmi, sottolinea che in ogni caso nel 2013 l’Italia avrà il terzo deficit più basso di Eurolandia ed è molto importante sottolineare che al netto degli effetti ciclici sarebbe in surplus.


Nell’Eurozona, invece, il Pil dovrebbe contrarsi di mezzo punto percentuale nella prima parte dell’anno, per poi riprendere a crescere nella seconda metà del 2012. La disoccupazione continuerà ad aumentare, toccando un massimo del 10,9% quest’anno, con una limatura al 10,8% nel 2013. I livelli più elevati si continueranno a registrare in Spagna, dove secondo il World Economic Outlook quest’anno la disoccupazione raggiungerà un picco del 24,2%, mentre nel 2013 si attesterà al 23,9%. Elevatissima anche in Grecia, al 19,4% nel 2012 e 2013. All’opposto in Germania continuerà a calare, dal 6% dello scorso anno si attenuerà al 5,6% nel 2012 e al 5,5% nel 2013. In Italia è attesa in aumento al 9,5% quest’anno e al 9,7% il prossimo.


Ma le previsioni del Fmi di un calo del Pil italiano dell’1,9% nel 2012 “sono troppo pessimiste” per il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, che rileva come siano migliori le stime sia della Bce che della Commissione Ue e che una ripresa sarà possibile “già alla fine di quest’anno”. Nel Documento di Economia e Finanza che oggi sarà sottoposto all’esame del Consiglio dei ministri, infatti, le stime di crescita sono più ottimistiche, con il Pil in calo quest’anno dell’1,2% per poi tornare a crescere di mezzo punto nel 2013. Secondo le nuove previsioni il rapporto deficit/Pil si attesterà all’1,7% quest’anno per poi arrivare allo 0,5%, vicino al pareggio, nel 2013. Le precedenti stime indicavano l’1,6 per cento quest’anno. Malgrado le previsioni a luci ed ombre, le Borse europee ieri hanno archiviato una giornata positiva, sostenute dal buon esito dell’asta in Spagna e dall’indice Zew tedesco migliore delle attese: Piazza Affari ha chiuso la giornata segnando +3,68%, a 14.942 punti. Bene anche le Borse di Parigi (+2,72%), Madrid (+2,28%), Francoforte (+2,65%) e Londra (+1,79%). Il buon andamento non è stato «contagiato» dall’allarme lanciato da Mario Draghi sui rischi sistemici delle banche ombra. «La crisi — ha detto — ha evidenziato la mancanza di trasparenza di diversi mercati finanziari»: proprio l’opacità metterebbe in pericolo la stabilità.


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