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"Cercansi ovuli intelligenti"
Offerta choc a studentesse

Cambridge, coppia si rivolge a ragazze selezionate

Moglie e marito sterili vogliono un figlio a tutti i costi. E scelgono l'università inglese in cui si sono laureati

di Deborah Bonetti

Studentesse a Cambridge (ISTOCKPHOTO)
Studentesse a Cambridge (ISTOCKPHOTO)

di Deborah Bonetti
 

LONDRA, 13 maggio 2012 - STUDENTESSE d’elite all’università di Cambridge sono state «catalogate» da una società che si occupa di servizi alla procreazione assistita, che ha offerto 750 sterline (circa 900 euro) per i loro ovuli. Il fatto ha creato un putiferio di polemiche in Gran Bretagna, dove la legge prevede che gli ovuli vengano donati volontariamente e dove una ricompensa in denaro è assolutamente illegale. Non solo, il reclutamento di donatrici non è permesso, e poi la selezione delle studentesse migliori del regno ha destato preoccupazioni di eugenetica, ovvero di architettare «super bambini» con cervelli d’oro. La società si è difesa citando il fatto che, proprio nell’aprile di quest’anno, è stato approvato un rialzo della somma consentita come rimborso spese alle donatrici, quantificata proprio in un massimo di 900 euro. E che la coppia sterile in questione, che ha stampato e distribuito i volantini con il permesso dell’università, ha selezionato Cambridge perché vi ha studiato e dopo la laurea è rimasta «affezionata».

MA L’AFFARE puzza e la tecnica d’ingaggio di giovani donne intelligenti sembra venire dritta dritta dall’America, dove studentesse nei migliori campus universitari possono arrivare anche a 18mila euro «donando» i propri ovuli di prima classe. Sul volantino incriminato si legge: «Ci aiuteresti a creare la nostra famiglia?» con il primo piano di un neonato felice e fotogenico. Sotto, la richiesta strappalacrime: «Non desideriamo altro che diventare genitori, ma un raro disturbo genetico, risultato in molteplici aborti, ce lo ha vietato. Ora cerchiamo un angelo in carne e ossa che diventi la nostra donatrice di ovuli». Il volantino continua: «Se sei compassionevole, gentile, in buona salute e tra i 18 e i 35 anni, vorresti aiutarci?». E, per finire, il tocco di classe: «Non immaginiamo ci sia dono più grande al mondo che la possibilità di amare un bambino».

INSOMMA, una richiesta accorata, disegnata appositamente per attirare l’interesse e la compassione delle giovani menti del futuro. E così è stato. Molte ragazze hanno cominciato a fare ricerche sulla società di «egg brokering», la «Altrui», che si occupa di trovare donatrici per coppie sterili a 1500 euro a botta. Ma Josephine Hall, 21 anni, ci ha ripensato e spiega: «Ero commossa e decisa a capirne di più, ma dopo avere cercato maggiori informazioni su internet ho lasciato perdere». Le fa eco la compagna, Phoebe Pluckrose-Oliver, 22 anni: «Le conseguenze della donazione di ovuli possono essere devastanti e nel depliant non c’e alcun accenno né del rischio di salute per le donatrici né della possibilità che tra una ventina d’anni l’ovulo cresciuto ti venga a cercare». Infatti, dal 2005 la donazione anonima è vietata, quindi un bambino nato con procreazione assistita può sempre risalire al suo genitore biologico. E poi la prassi di raccolta degli ovuli è lunga e molto invasiva, con alcuni rischi per la salute della donatrice. La fondatrice di «Altrui», Alison Bagshawe, si è difesa: «Noi cerchiamo di aiutare in modo onesto e coscienzioso le coppie che disperatamente desiderano figli».


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