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Libia alle urne, ci saranno due giorni di festa nazionale

I Fratelli Musulmani: "Vinciamo anche qui"

Per la prima volta dopo 42 anni di regime di Muammar Gheddafi la Libia andrà a votare per l’Assemblea nazionale. I seggi apriranno alle 8 per chiudere alle 20. Circa 2,7 milioni di elettori sono chiamati alle urne

I sostenitori del partito dei Fratelli Musulmani (Ansa)
I sostenitori del partito dei Fratelli Musulmani (Ansa)

Tripoli, 6 luglio 2012 - In Libia sabato e domenica saranno due giorni di festa nazionale. Lo ha annunciato il governo libico alla vigilia del voto di domani per l’Assemblea nazionale che sarà chiamata a nominare il nuovo esecutivo e una commissione incaricata di scrivere la costituzione. Domani i seggi apriranno alle 8 per chiudere alle 20. Circa 2,7 milioni di elettori sono chiamati alle urne per la prima volta dopo 42 anni di regime di Muammar Gheddafi.

FRATELLI MUSULMANI, VINCIAMO ANCHE IN LIBIA - Il partito Giustizia e Costruzione, ritenuto il braccio politico dei Fratelli Musulmani libici, otterrà “la maggioranza dei consensi a Tripoli e, in totale, tra il 25 e il 35% dei voti” alle elezioni del Congresso nazionale generale, ossia l’assemblea costituente, che si terranno domani. Ne è convinto il vice presidente del partito, Nizar Kirkish, secondo il quale il prossimo appuntamento elettorale “esprimerà la volontà di tutte le componenti del popolo libico”. Questo per due ragioni, “la prima è che parteciperà l’85% della popolazione e la seconda è che il sistema impiegato sarà un misto tra il nominativo e il proporzionale”, spiega Kirkish in un’intervista ad Aki-Adnkronos International.

Secondo il dirigente di partito, le elezioni si svolgeranno in generale “con facilità, fatta eccezione per alcune zone dove si assiste sia a problemi di sicurezza che a difficoltà legate alla scarsa cultura del voto da parte della gente, come Zintan e il Jabal Gharbi, ma complessivamente siamo molto ottimisti su come stanno andando le cose attualmente in Libia”.

Quanto a possibili alleanze future con i partiti islamici, Kirkish sottolinea che “Giustizia e Costruzione non ragiona in modo ideologico, infatti il programma del partito è nazionalista e include tutti, ma potremmo coalizzarci con il partito del Fronte, quello nazionale e le altre formazioni nate dalla rivoluzione”.

Ad ogni modo, “la prossima sarà una fase di concordia e non di competizione” per il potere, aggiunge. Per quel che riguarda il posto che sarà riservato alla sharia, la legge islamica, nella futura costituzione libica, Kirkish mette in evidenza che “secondo i sondaggi, il 45% della popolazione vuole che la sharia sia la fonte principale della legislazione, mentre il resto non è contrario al principio”. Il politico ritiene che i timori in tal senso “sono molto limitati. Tutto quello che chiede la gente - conclude - è la giustizia sociale”.

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