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L'iniviato speciale di Onu e Lega Araba per la Siria: "Presenterò un piano all'opposizione". Putin: "Soluzione politica pacifica". Il presidente russo accusa: "L'Occidente esporta la democrazia con i missili"
Damasco, 9 luglio 2012 - L’inviato speciale di Onu e Lega Araba, Kofi Annan, ha annunciato di aver raggiunto con il presidente Bashar al-Assad un accordo su "un nuovo approccio" per porre fine alle violenze costate la vita a migliaia di persone in Siria. "Abbiamo raggiunto un accordo su un approccio che presenterò all’opposizione armata", ha detto Annan dopo aver incontrato Assad a Damasco. Annan, riferisce l’agenzia di stampa Dpa, ha quindi ribadito l’importanza di procedere con un "dialogo politico accettato dal presidente", senza parlare del piano di transizione politica.
Il portavoce del ministero degli Esteri di Damasco, Yihad Maqdisi, su Twitter ha aggiunto che nell’incontro si è parlato anche della conferenza del Gruppo di azione tenutasi il 30 giugno a Ginevra, in cui si è discussa un’iniziativa per la formazione di un governo di transizione. Ma la posizione dell’opposizione è nota: nessuno è disposto a prendere in considerazione un futuro che coinvolga Assad al potere. Il Consiglio nazionale siriano aveva addirittura mal digerito l’incontro tra Annan e il presidente siriano.
PUTIN - Per "una soluzione politica pacifica" nel Paese è anche il presidente russo Vladimir Putin, che respinge "ogni forma di ingerenza dall’esterno". Parlando al corpo diplomatico, il capo del Cremlino ha anche accusato l'Occidente di cercare di mantenere la sua influenza sullo scacchiere internazionale attraverso le "cosiddette operazioni umanitarie" e l'esportazione della "democrazia delle bombe e dei missili", intromettendosi nei conflitti interni in Medio Oriente e nel Nord Africa.
IRAN 'SCARICA' ASSAD - "Nessun leader è eterno" e "i siriani dovrebbero scegliere il loro futuro nelle elezioni del 2014. Fino ad allora le potenze dovrebbero evitare di aggravare il bagno di sangue interferendo sul terreno". E’ quanto ha detto oggi in un’intervista il ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi.
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