Bologna
/ Ancona
/ Ascoli
/ Cesena
/ Civitanova Marche
/ Fano
/ Fermo
/ Ferrara
/ Forli
/ Imola
/ Macerata
/ Modena
/ Pesaro
/ Ravenna
/ Reggio Emilia
/ Rimini
/ Rovigo
Sale la tensione dopo che il neo-presidente ha annunciato di voler ripristinare il Parlamento sciolto dalla Corte costituzionale
Roma, 9 luglio 2012 - Le tv egiziane hanno mandato oggi in onda le immagini del presidente Mohamed Morsi sorridente accanto al numero uno del Consiglio Supremo delle Forze armate Hussein Tantawi mentre partecipano a una sfilata. Di fatto, dopo l’annuncio di Morsi di ripristinare il Parlamento sciolto dalla Corte costituzionale, è braccio di ferro a oltranza tra il leader islamico e i militari.
Domani ci sarà la prova del nove: il presidente del Parlamento egiziano, Saad el-Katatni, ha già convocato una seduta dell’Assemblea alle 14 locali, la prima dal 15 giugno quando ne era stato predisposto lo scioglimento, e la Corte Costituzionale Suprema ha rilanciato la posta e ha confermato la sua decisione.
“Tutte le nostre sentenze e decisioni sono definitive, non soggette ad appello, e vincolanti per tutte le istituzioni dello Stato”, ha fatto sapere con una nota la Corte precisando però “di non essere parte di qualsiasi conflitto politico, ma di attenersi al limite del suo sacro dovere, che è di proteggere i testi della Costituzione”.
In linea con la Corte anche la prima dichiarazione dei militari. La Giunta, ha fatto sapere il Consiglio supremo delle forze armate, “ha fiducia che le istituzioni dello Stato rispettino i decreti costituzionali” e ha sottolineato “l’importanza della sovranità della legge e della Costituzione” per proteggere lo Stato.
Il braccio di ferro potrebbe continuare anche domani con la Corte che ha già fatto sapere che si pronuncerà su tre dei ricorsi presentati in questi giorni da Morsi. Intanto bisognerà vedere se i parlamentari riusciranno a entrare nel Majilis, la sede del Parlamento, dopo che gli oppositori di Morsi hanno già annunciato battaglia.
Intanto gli Stati Uniti si schierano al fianco del presidente egiziano, invitato tra l’altro ieri da Obama alla Casa Bianca. Il portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, Tommy Vietor, ha ricordato come Washington “segua attentamente gli sviluppi che stanno maturando rapidamente in contatto con la leadership egiziana”. Ieri Morsi ha incontrato il vice segretario di Stato William Burns con cui ha iniziato a tessere la trama di nuovi rapporti e ha anche ottenuto l’assicurazione di prossimi aiuti finanziari per risollevare l’economia del Paese.
Sempre che si superi il terremoto politico iniziato a poco più di una sola settimana dal suo insediamento. Ieri infatti il neo presidente, con un decreto, ha deciso di portare avanti la sfida alla Giunta con la revoca dell’ordine di scioglimento dell’Assemblea, applicato dal Consiglio supremo delle forze armate (Csfa) in seguito alla decisione della Corte Costituzionale, che aveva giudicato illegale la legge con la quale è stato eletto il Parlamento. E con decreto presidenziale Morsi ha anche predisposto il ritorno alle urne per eleggere una nuova assemblea, 60 giorni dopo l’approvazione via referendum della nuova Carta Costituzionale, e l’adozione di una nuova legge che regoli il Parlamento.
Per la stampa egiziana, la decisione equivale a uno scaccomatto contro i militari, e rischia di provocare “un maremoto politico”. Per Said Rifaat, presidente del partito di sinistra al-Tagammu, “in una democrazia compiuta il capo dello stato non puo’ mancare di rispetto alla magistratura”. “Gradite o non da Morsi, - ha aggiunto - le decisioni giudiziarie devono essere comunque rispettate”.
Fino all’approvazione della nuova Carta, in Egitto è in vigore la Dichiarazione Costituzionale (la Carta approvata con un Referendum nel marzo del 2011 dopo la caduta di Hosni Mubarak). Pochi giorni prima dei risultati delle presidenziali i militari l’avevano abrogata limitando di fatto i poteri presidenziali, ampliando ancora di più quelli della giunta militare e scatenando la rabbia di molti partiti politici e dei giovani rivoluzionari, scesi numerosi a fine giugno in piazza Tahrir per protestare contro il Csfa.
Segui le notizie di Quotidiano.Net su Facebook