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In bici contro la leucemia:
"La mia sfida per la felicità"

Luigi Laraia il 26 luglio partirà da Washington verso Vancouver. Settemila chilometri a sostegno di una no-profit che lotta contro la sua malattia

di Martina Manfredi

NEW YORK, 18 luglio 2012 - Andrà da Washington D.C. a Vancouver in bicicletta per raccogliere fondi contro la leucemia. Non è l’impresa di un benefattore sportivo, ma la sfida di un paziente malato. Luigi Laraia, 37 anni, nato a Potenza e cresciuto a Bologna, vive a Washington da due anni e da quattro mesi gli è stata diagnosticata una leucemia.

Da qui è nata in lui la voglia di poter essere di nuovo l’uomo sportivo che è sempre stato e l’idea della traversata solitaria: il 26 luglio partirà in sella alla sua bicicletta dai giardini dell’ambasciata italiana a Washington verso la città canadese. Circa 200 chilometri al giorno, attraverso 12 stati, per 35 giorni per un totale di 7mila chilometri. “Sono sempre stato molto attivo – racconta Luigi - e un vero appassionato di sport estremi, quindi la diagnosi della malattia è stata per me un vero shock. Tra tutte le paure, il timore più grande è stato il pensiero di non poter più fare ciò che mi rende felice: lo sport. Per questo ho deciso di dimostrare a me stesso che posso ancora farcela”.

Dopo la diagnosi, Laraia si è sottoposto alle sedute di chemioterapia e a maggio, quattro settimane dopo la fine del trattamento, gli è venuta l’idea di una traversata in bicicletta per raccogliere fondi, accolta con entusiasmo dalla Società no-profit di linfomi e leucemia (LLS). “All’inizio ero molto scettico perché la ripresa dalla chemio è stata difficile e frustrante. Poi ho visto pian piano che miglioravo e la voglia di provarci è diventata sempre più forte: mi è nato un istinto di sopravvivenza e una forza d’animo che non pensavo di avere, anche grazie alla famiglia e gli amici che mi sono stati vicini”.

Appena tre mesi dopo la chemioterapia, che dovrà ripetere a ottobre, Laraia si lancerà nell’impresa benefica che, oltre a raccogliere fondi per l’organizzazione no-profit che studia le malattie del sangue, vuole essere un esempio per tanti altri malati. “Vorrei mandare un messaggio di speranza – confessa Luigi - a tutti colore che scoprono di essere malati all’improvviso. Io ho sempre avuto abitudini sane e sono sempre stato bene, quindi scoprire di avere la leucemia è stato un tuffo al cuore: so cosa si passa e vorrei dimostrare che è possibile continuare a vivere felici, anche mentre si combatte per la propria vita”.

Un cambio di vestiti e un computer con cui aggiornare il suo diario di bordo (http://luigilaraia.blogspot.com/) sono gli unici oggetti con cui partirà Luigi Laraia alla rotta di Vancouver, che raggiungerà a fine agosto pedalando circa 8 ore al giorno. “Non è mai successo che una persona clinicamente malata s’imbarcasse in una simile impresa, ma i medici mi hanno assicurato che le mie difese immunitarie non ne risentiranno, a patto che segua i bisogni del mio corpo”.

Una pazzia? “Forse. Non voglio essere un eroe. Rendere pubblica la mia malattia all’inizio mi ha reso più vulnerabile, ma poi capisci che è più importante ciò che dimostri a te stesso e la speranza che riesci a trasmettere agli altri”.

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