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James prende il fucile:
chi è il killer di Denver

Il profilo del ragazzo che ieri, alla prima del film "Batman", ha ucciso 12 persone e ne ha ferite 59 in un cinema di Aurora, in Colorado

dall'inviato Giampaolo Pioli

e Martina Manfredi

NEW YORK, 20 luglio 2012 - Era incensurato. Aveva solo una multa per eccesso di velocità nel 2011 pagata regolarmente, nel fascicolo della polizia di Aurora. Jame Holmes 24 anni, il mostro del Century Theater che ieri alla prima di Batman ha ucciso 12 persone ferendone 59, doveva diventare un neurologo all’Università del Colorado, ma la follia lo ha posseduto prima di completare la laurea in medicina.

A giugno si era addirittura ritirato dai corsi mettendosi a preparare il piano della strage. Aveva fatto il liceo a San Diego nella Westwiew Vallley e l’università nel campus di Riverside con la graduation nel 2010. In Colorado era arrivato solo dopo per completare la specializzazione. Ai poliziotti che lo arrestavano ormai con le pistole scariche davanti all’auto bianca nel parcheggio, a pochi metri dalla sala del massacro, ha detto : “State attenti ad entrare in casa mia..potreste trovare delle sorprese….” Il suo appartamento era imbottito di trappole esplosive micidiali. Ordigni sofisticati collegati gli uni agli altri. Ci vorranno giorni per disinnescarli. Anche loro avrebbero potuto provocare un’altra strage. Un suo vicino di casa, James Holden, studente in farmacia, lo decsrive come una persona “molto riservata che non salutava mai nessuno e non si preoccupava se nessuno lo conosceva”. Un altro vicino di San Diego invece, Tom Mai, lo dipinge come un “tipico ragazzo americano che si tiene tutte le cose dentro e non sembrava avere tanti amici…”

Probabilmente la solitudine, la violenza come forma di espressione insieme alle armi, gli esplosivi e i proiettili sono le componenti di questa nuova tragedia americana. I caratteri dei giovani killer di massa da Columpine a Virginia Tec si somigliano paurosamente tutti quanti. La strage di mezzanotte ad Aurora deve averla pianificata con cura così come la scelta del parcheggio dell’auto proprio vicino ad un’uscita d’emergenza della sala 9. Gli agenti dell’FBI si sono dovuti servire dei registri dell’università per trovare le sue prime foto. James Holmes col demone omicida che covava da mesi non aveva alcun profilo nei social network. Era invisibile per il Web o agiva con un altro nome. Nemmeno nei siti dei maniaci di armi ed esplosivi c’è traccia della sua morbosità omicida.

La madre Arlene e il padre Robert, che vivono a San Diego nella Carmen Valley, si sono precipitati nella notte in Colorado. James è un gigante di un metro e novanta con un bel sorriso largo. Fino a mezzanotte di giovedì forse era anche un introverso gigante buono, ma quando in casa si è tinto i capelli di arancione e ha indossato il giubbetto antiproiettile con sopra il costume del terribile Bane ed ha caricato le sue tre pistole e il mitragliatore AR15 è entrato nel mondo dei demoni che dopo il processo lo porteranno dritto nel braccio della morte.

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